Cerciello, carabiniere ucciso: impronte Hjort su pannello/ Foto choc su telefoni

- Emanuela Longo

Caso Cerciello, carabiniere ucciso a Roma: trovate le impronte di Natale Hjort su pannello del controsoffitto dove era nascosto il coltello

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Mario Cerciello Rega (Foto: Facebook)

Novità importanti nel caso del carabiniere ucciso a Roma, il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. I Ris avrebbero trovato le impronte palmari e digitali di Natale Hjort, il secondo ragazzo accusato con Finnegan Lee Elder dell’omicidio del militare, su uno dei pannelli del controsoffitto della camera d’hotel divenuta il nascondiglio coltello. Quest’ultimo è stata l’arma usata da Elder contro il carabiniere. I pannelli, come spiega RaiNews, furono rimossi proprio per nascondere il coltello usato da Elder per colpire nella notte del 26 luglio scorso. Con la scoperta delle impronte, chiaramente la posizione di Hjort si aggrava ulteriormente dal momento che lo stesso 19enne ha sempre negato di essere entrato in contatto con l’arma del delitto. Proprio per il prossimo lunedì è fissata l’udienza del Riesame nel corso della quale si dovrà decidere sull’istanza di scarcerazione del ragazzo. Ma questo dettaglio non è il solo contenuto nella relazione dei Carabinieri del Ris e che la procura di Roma ha depositato in vista dell’udienza al cospetto del Tribunale del Riesame.

CERCIELLO, CARABINIERE UCCISO: FOTO DI DROGA E ARMI SU CELLULARI AMERICANI

Dall’esame delle immagini estrapolate dai cellulari dei due americani, Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth, stando a quanto si legge nella relazione dei Ris in merito al caso Cerciello, “emerge il profilo di due giovani che si dimostrano spavaldi e inclini alla sregolatezza”. Per gli investigatori quelle foto mostrerebbero “un ulteriore contributo a supporto dei gravi indizi di colpevolezza già emersi a carico” dei due ragazzi. Ma cosa andrebbero ad immortalare? Dai cellulari sarebbero emersi video e foto “in cui sia Natale Hjorth sia Elder maneggiano, con padronanza ed assoluta disinvoltura, delle armi”. Non solo però: le “immagini inoltre “dimostrano che entrambi hanno disponibilità di diverse sostanze stupefacenti e psicotrope”. Armi e droga, quindi, ulteriori tasselli non del tutto a favore dei due giovani americani coinvolti nell’omicidio del carabiniere Cerciello.



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