CIMITERI ESAURITI/ I morti si seppelliranno lungo le autostrade

- Paolo Vites

E’ allarme morti: nei cimiteri non c’è più spazio, ecco le alternative

cimitero_oropa_twitter
Un antico cimitero

E’ una problematica che si sta presentando in varie parti del mondo, oggi che le megalopoli sono sempre di più, città con anche 15 milioni di abitanti come Nuova Delhi o Istanbul. Per non parlare di Shanghai che raggiunge quasi 30 milioni di abitanti. Ma il problema più pressante è per i paesi dell’occidente, quelli che per tradizione cristiana da sempre conservano un culto rispettoso per i morti, seppellendoli in appositi cimiteri spesso in tombe di raffinata costruzione e quindi molto grandi. Il problema è semplice: in molti cimiteri non c’è più posto. Costruiti un tempo alle periferie cittadine, in spazi aperti, si trovano oggi inglobati nello spazio metropolitano. In Brasile si è già arrivati a costruire grattacieli-cimiteri, in modo da non prendere spazio sul terreno ma in altezza. L’effetto visivo non è il massimo, sembrano degli alberghi. In Italia ci sono più di 15mila cimiteri che contengono cento milioni di tombe, ogni anno mediamente le persone che muoiono sono 300mila. In città come Varese e Palermo ci sono autentiche liste di attesa, si legge in un articolo pubblicato dal sito Business Insider Italia.

DEFUNTI USATI COME CONCIME

A Roma e Milano sono in crescita le creature, dal 3% degli anni Novanta all’attuale 23,90%. In Inghilterra l’ex presidente della Faculty Public Health, associazione di medici e specialisti di medicina, ha stimato che lo spazio disponibile per seppellire i defunti finirà fra cinque anni. C’è poi l’aspetto ambientale: negli Stati Uniti vengono usati ogni anno 13 milioni di chili di legname, pari a 1,6 ettari di foresta. Il calcolo a livello mondiale fatto dall’Organizzazione mondiale della sanità, si legge ancora, dice che ogni anno muoiono 53,3 milioni di persone: “ognuna di queste ha bisogno di uno spazio medio di 1 metro per 2, questo significa 10,788.830 ettari di terra da destinare alle sepolture”. L’ex presidente della Faculty Public Health se ne è così uscito con questa proposta: seppellire i morti lungo i corridoi che affiancano le autostrade dove non si costruiscono edifici per motivi di sicurezza. Non solo: gettati in sorta di fosse comuni, diventerebbe materiale organico per poi concimare fiori, alberi e arbusti. “E’ ora di rivedere le radici dei riti funerari per connetterli con una nuova visione, per un Pianeta in cui anche le prossime generazioni possano vivere” ha detto. E’ quello che ha già deciso lo stato di Washington che ha approvato una legge che dal 2020 permetterà di usare i resti umani come concime. Insomma, non avremo più neanche un posto dove piangere e ricordare i nostri cari.



© RIPRODUZIONE RISERVATA