Cina, censurati studi su coronavirus?/ “Non vuole indagini su origine virus a Wuhan”

- Silvana Palazzo

Cina, studi su coronavirus censurati? Ora devono essere controllati dal governo centrale. “Non vuole ricerche su origine del virus a Wuhan”, rivela un ricercatore

Quarantena Wuhan
Cina, quarantena a Wuhan (LaPresse, 2020)

Tutti gli studi sul coronavirus in Cina saranno visionati dal governo prima di essere pubblicati online. Una verifica supplementare è prevista per quelli che indagano sull’origine del virus (che tra l’altro è in discussione dopo questa rivelazione). In caso di approvazione da parte dei funzionari del governo scatta la censura, altrimenti via alla censura. La Cina, dunque, ha imposto restrizioni alla pubblicazione delle ricerche accademiche sulle origini di Sars-CoV-2. La notizia è stata riportata dalla Cnn, che parla di una diretta del governo centrale e di avvisi online pubblicati da due università cinesi che poi sono stati rimossi dal web. Il governo cinese sta tenendo di “controllare” la narrazione dell’origine della pandemia? Sin da gennaio i ricercatori cinesi hanno pubblicato diversi studi su Covid-19 su autorevoli riviste mediche internazionali. Alcune scoperte sui primi casi di coronavirus hanno suscitato dubbi riguardo la versione ufficiale del governo sull’epidemia, scatenando polemiche sui social media cinesi. Le autorità cinesi hanno quindi deciso di stringere la morsa sulla pubblicazione degli studi sul nuovo coronavirus.

CINA, STUDI CORONAVIRUS A RISCHIO CENSURA?

Un ricercatore cinese, che ha chiesto alla Cnn di restare anonimo per paura di ritorsioni, ha spiegato che questa decisione potrebbe ostacolare importanti ricerche scientifiche. “Penso che sia il tentativo del governo cinese di controllare come viene raccontata l’epidemia. Non credo che accetteranno uno studio che vuole indagare sull’origine di questa malattia”. La direttiva emanata dal dipartimento di scienza e tecnologia del Ministero dell’Istruzione stabilisce i livelli di approvazione degli studi. Dopo il via libera dei comitati accademici delle università, devono essere inviati al suddetto dipartimento che poi li inoltra ad una task force del Consiglio di Stato per il controllo. Solo se arriva la risposta da questa task force, le università possono presentare i documenti alle riviste scientifiche. La direttiva, emanata dopo una riunione del 25 marzo della task force in questione, è stata pubblicata per la prima volta sul sito dell’Università Fudan di Shanghai, una delle principali università cinesi. La Cnn ha contattato il numero lasciato alla fine del comunicato, ricevendo conferma sulla diretta. “Ma non dovrebbe essere resa pubblica, è un documento interno”, ha spiegato una persona senza rivelare la sua identità.

“CINA NON VUOLE RICERCHE SU ORIGINE A WUHAN”

E infatti poche ore dopo il documento è stato cancellato dal sito dell’Università di Fudan. Lo aveva pubblicato anche la China University of Geoscience di Wuhan, ma anche in questo caso la pagina risulta cancellata anche se, spiega Cnn, una versione cache resta accessibile. Questa vicenda conferma comunque che l’origine del coronavirus è un argomento politicamente sensibile in Cina. “Non sorprende il fatto che il governo cerchi di controllare la ricerca scientifica affinché i risultati non mettano in discussione la sua narrazione sull’origine del virus e la risposta del governo alla crisi”, il commento alla Cnn del professor Yanzhong Huang, che si occupa di salute globale al Council on Foreign Relations di Washington. “Il problema p che quando la ricerca scientifica è soggetta alle esigenze di chi è al potere, si mina la credibilità del racconto stesso”. Un redattore di una rivista medica cinese ha fatto sapere alla Cnn che la “supervisione” cinese è già in atto. Il ricercatore che ha segnalato la vicenda ora avverte: “La comunità scientifica deve sapere che qualsiasi studio cinese ora è sottoposto ad un ulteriore controllo prima dell’eventuale pubblicazione finale”.



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