Cina ha stazioni di Polizia illegali in Europa/ È caccia agli oppositori del regime

- Chiara Ferrara

La Cina ha stazioni di Polizia illegali in Europa per dare la caccia agli oppositori: in Spagna sono almeno 9, la Germania non prende provvedimenti

xijinping cina 9 lapresse1280 640x300 Il presidente cinese Xi Jinping (LaPresse)

La Cina ha stazioni di Polizia illegali anche in Europa. Esse servono a dare la caccia agli oppositori del regime che si rifugiano all’estero. L’organizzazione per i diritti umani Safeguard Defenders, come riportato da Ntv, ha finora identificato 54 di questi enti in 30 Stati diversi. In Spagna ce ne sarebbero almeno 9, mentre in Olanda almeno 2 e in Germania una si trova a Francoforte.

Una volta trovati i dissidenti, il Governo provvede a farli tornare in patria. Solo nel periodo da aprile 2021 a luglio 2022 è riuscito a riportare nella Repubblica popolare circa 230.000 cinesi dall’estero. È così che le persone che temono per le loro sorti sono sempre più numerose. Le pratiche in questione rappresentano una violazione del diritto internazionale, ma la Cina non sembra curarsene. “Non vedo cosa c’è di sbagliato nel fare pressione sui criminali affinché diventino giusti”, ​​ha detto al quotidiano spagnolo El Correo in passato un funzionario del ministero degli Esteri.

Cina ha stazioni di Polizia illegali in Europa: le reazioni dei Paesi

In Europa le stazioni di Polizia illegali della Cina sono dunque numerose, ma non tutti i Paesi si stanno muovendo nel prendere provvedimenti. Pare, infatti, che le denunce delle vittime non abbiano finora portato a molti cambiamenti. È il caso del regista Yang Weidong, fuggito dopo avere realizzato alcuni documentari critici contro il regime. L’uomo, che vive in Germania da anni insieme alla sua famiglia, è stato perseguitato e minacciato da alcuni connazionali. “La Polizia cinese è dietro tali avvertimenti. Vogliono spaventarci e logorarci in modo che cediamo”, ha detto a Ntv. Inoltre, ha rivelato di essersi rivolto alle autorità tedesche, ma senza riscontro.

La Germania per il momento non sembra volere assumere provvedimenti nei confronti della questione, ma ha preso le distanze sostenendo che “non esiste alcun accordo bilaterale” tra i due Paesi e che “l’autorità statale straniera e di conseguenza le autorità cinesi non hanno poteri esecutivi sul territorio”. In Olanda, invece, è stata aperta una indagine.





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