“Cina prepara terza guerra mondiale con coronavirus”/ Dossier choc: “Già dal 2015…”

- Silvana Palazzo

Cina a lavoro da sei anni ad una terza guerra mondiale con coronavirus e armi biologiche: lo rivela un dossier choc di cui è entrato in possesso il Dipartimento di Stato degli Usa

cura con anticorpi monoclonali
(LaPresse)

La Cina da sei anni è al lavoro per far scoppiare una terza guerra mondiale? La domanda è d’obbligo alla luce di un dossier scoperto dagli 007 americani che sarebbe stato elaborato alle forze armate cinesi. Un documento bomba, a cui ha avuto accesso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i cui dettagli sono stati svelati dal The Australian. Si spiega, ad esempio, che gli scienziati cinesi «si stanno preparando per una terza guerra mondiale combattuta con armi biologiche e genetiche e viene incluso il coronavirus». Questo documento, che è stato ottenuto da alcuni investigatori statunitensi, sarebbe la prova che la Cina ha considerato il potenziale militare del coronavirus dal 2015 e quindi suscita nuove domande sulle origini della pandemia. Questo dossier parla del lavoro di scienziati e funzionari sanitari cinesi che avrebbero dato vita ad una manipolazione delle malattie con l’obiettivo di produrre armi «in un modo mai visto prima».

Inoltre, le armi biologiche vengono considerate «l’arma fondamentale per la vittoria» di una terza guerra mondiale e si delineano le condizioni ideali per rilasciare un’arma biologica per causare il massimo danno. Ad esempio, tali scienziati in questo dossier spiegano che gli agenti patogeni vanno rilasciati di notte o all’alba, e che possono causare un’ondata di malati tale da «causare il collasso del sistema medico del nemico».

“CINA HA AGGIRATO REGOLAMENTI”

Di questa vicenda ha parlato anche il parlamentare britannico Tom Tugendhat, presidente della commissione Affari esteri: «Questo documento solleva grandi preoccupazioni. Anche sotto i controlli più stretti queste armi sono pericolose». Accuse pesanti sul coronavirus vengono rivolte alla Cina dal colonnello Hamish de Bretton-Gordon, esperto britannico di armi chimiche, secondo cui Pechino «ha aggirato i regolamenti e ha evitato di sorvegliare i suoi laboratori dove potrebbe aver avuto luogo tale sperimentazione». La rivelazione in questione è contenuta nel libro “What Really Happened in Wuhan” ed è stata riportata appunto dal The Australian. Nel documento, dal titolo “New Species of Man-Made Viruses as Genetic Bioweapons”, è scritto che «la nuova capacità di congelare i microrganismi ha reso possibile immagazzinare agenti biologici e aerosolizzarli durante gli attacchi». Gli analisti spiegano che sono ci sono stati 18 autori a lavoro nei laboratori. Si tratta, dunque, di una rivelazione che avvalora la tesi secondo cui la pandemia di coronavirus partita in Cina sarebbe il risultato di una fuga dal laboratorio di Wuhan. Quel che è ancora privo di elementi è che il virus sia stato rilasciato intenzionalmente.



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