I Cesaroni: i segreti del successo di una fiction amata dagli italiani

- La Redazione

Stasera in onda l’ultima puntata della seconda serie, molto seguita dal pubblico televisivo. Gianni Foresti spiega i segreti del successo delle vicende di un’atipica famiglia romana

I-Cesaroni_FN1

Siamo alla seconda stagione di questa fiction ad episodi che sta spopolando sugli schermi di Canale 5, I Cesaroni, e visto il successo è già in cantiere una terza serie. Il format è spagnolo, Los Serrano, ed anche in Spagna si vede sulla rete del Biscione, Telecinco. Gli ascolti italiani sono ottimi, con lo share medio di quasi il 28% con circa 6.000.000 di telespettatori a puntata.

Si narra le vicende di una famiglia allargata, quella di Giulio Cesaroni (Claudio Amendola) e di Lucia Liguori (Elena Sofia Ricci) che incontrandosi dopo anni si sono innamorati nuovamente e vivono insieme con i lori figli, tre fratelli per lui e due sorelle per lei. C’è la Bottiglieria Garbatella (il nome un programma) gestita da Giulio e da suo fratello maggiore Cesare (Antonio Fassari). Altro personaggio è l’amico dei Cesaroni Ezio Masetti (Max Tortora) con la sua famiglia. Ufficialmente gestisce un’officina, di fatto è sempre alla Bottiglieria. Gli episodi narrano le vicende di questi personaggi, delle loro vite e amicizie, i rapporti con i figli, le problematiche quotidiane. È una commedia brillante, semplice, con lati umoristici. Guardandola trascorriamo un’ora spensierata. Ma è questo lo scopo? Tutto qua?

Tv e finzione   La tv, anzi la fiction come in questo caso è spesso finzione, trasmette sì la realtà ma non quella vera. Faccio allora alcune considerazioni. È reale che i personaggi siano quasi tutti belli, stile fotomodelli? I figli, i fidanzati e le fidanzate, la moglie di Amendola e di Tortora non sfigurerebbero ad un concorso di bellezza. Hanno tutti una bella casa, i Cesaroni gestiscono un bar, sono commercianti, Tortora ha un’officina, lavorano perciò in proprio. Ma lavorano? Probabilmente guadagnano ma non mi sembra che sgobbino. Gli avvenimenti che accadono, i dialoghi, i problemi, i rapporti, le amicizie sono così anche nella realtà, nella vita quotidiana? Non mi sembra proprio, la vita non è certo facile e non finisce a taralluci e vino come nei Cesaroni. Molte delle trame si basano su equivoci che poi finiscono in nulla, ad esempio la paura di aver contratto una malattia equatoriale per l’ignoranza (?) di Amendola di aver letto Rh positivo sugli esiti degli esami del sangue. Positivo = ammalato. Ma è possibile?

Tv e realtà –  La puntata di domenica mi ha lasciato però di stucco. Questo i fatti. Il contraccettivo si è probabilmente rotto nel rapporto tra i due giovani, lei non lo sa e lui si è convinto che la ragazza è incinta. Parte perciò alla ricerca della pillola del giorno dopo, che cerca di somministrare alla inconsapevole sotto forma di caramella. Ma non và, vive nell’angoscia, mette al corrente i genitori, le chiede di sposarla. Di botto l’equivoco si svela, lei cade dalle nuvole, non è in stato gravido, e lo molla. Un figlio dei Cesaroni è un pelandrone che al posto di andare al corso scolastico estivo di sostegno bigia. Il padre usa le maniere forti (?): al bar a lavorare!. Ma Rudy fa il furbo anche lì. Arriva un’assistente sociale, che il ragazzo aveva contattato pur di sfuggire dal lavoro del bar, che dispone però il suo allontanamento dalla famiglia per una comunità alloggio. Il ragazzo quasi piange, ma era tutto uno scherzo… educativo. La realtà qui supera la finzione: la tv è specchio del mondo, specchio della cultura d’oggi. E qui i mesaggi passano come se fosse acqua corrente e li beviamo. Tutto è normale dal contraccettivo alla pillola del giorno dopo, lo sposarsi con un equivoco, etc. Per non parlare dello scherzo educativo fatto al figlio. Questo ci propina i Cesaroni, un’ora spensierata che è una fiction ma che al tempo stesso è la realtà del mondo d’oggi. P.S. L’ambientazione è romano-centrica, e gli attori Tortora, Amendola e fratello sono azzeccati, hanno ormai da tempo questo clichè. I tre di cui sopra hanno il vezzo di indossare spesso camice botton-down, forse è involontario ma mi ricordano molto il look del duo Veltroni-Rutelli. È un caso?

(Gianni Foresti)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori