IL MONDO DI PATTY/ Patty, il brutto anatroccolo: le ragioni del successo della telenovela dei teenager

- Gianni Foresti

Cosa si nasconde dietro gli occhiali, l’apparecchio e la vitalità di Patty? A questa domanda risponde GIANNI FORESTI, svelando che dietro un mondo apparentemente ben costruito da immagini ironiche, si nasconde un altro mondo di Patty dai toni surreali

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Sta facendo dei buoni risultati Il mondo di Patty in onda su Italia 1 alle ore 16.00 dal lunedì al venerdi, e dopo tre settimane la media ha superato il 14% di share, mentre i telespettatori sono 1.100.000, ma con le ultime puntate al 16 e 17% con quasi 1.300.000 teste. Un successone per l’orario e per la rete, tanto che è stata pubblicata la versione cartacea del serial, il magazine mensile, a cura della Panini Non è un telefilm, ma una telenovela argentina, che ha spopolato in Sud America, in Spagna ed in Francia. In Italia ha debuttato su Sky nel 2008, ma in chiaro la si vede solo adesso. Quando si parla di telenovela subito si pensa ad intrighi, tradimenti, innamoramenti, trame, omicidi, etc. Questi ultimi per ora non ci sono, ma il resto non manca. Protagonista è Patty, una tredicenne stile Ugly Betty con occhialoni ed apparecchio per i denti ( il titolo originale è Petito Feo, il brutto anatroccolo) che si trova catapultata in una nuova scuola con nuovi compagni. Da lì partono i vari intrecci, le amicizie, le cotte e le difficoltà dei ragazzi di quell’età. Questo è il filone adolescenti, ma c’è anche il filone adulti, con la madre, il padre (che non sa di esserlo), le arpie, tutto in tipica salsa da telenovela. La cosa buona è che traspare un’ironia dalla recitazione degli adulti che li rende surreali. Cioè dal mio punto di vista è una realtà che fa sorridere in quanto un po’ troppo sopra le righe. Comunque è un serial che ha un buon ascolto e questo fa pensare. Posso capire i ragazzi teenager che guardano Il mondo di Patty, lì c’è la fotografia del loro mondo, molti si riconoscono nei personaggi cadetti, nel belloccio, nella bisbetica, ma anche nella fragilità che l’età dà loro. Emergono i desideri e le baldanze giovanili. Sicuramente non sono un bel vedere invece le tresche degli adulti, che possono far sorridere un addetto ai lavori, ma non i ragazzi telespettatori, tanto che se questi sono gli esempi, chissà che beneficio ne trarranno gli adolescenti. Molti diranno: è un telefilm. A parte che è una telenovela, dove la qualità non esiste, ma ormai di molti serial diciamo la stessa affermazione, lasciando che i contenuti scivolino senza che noi li giudichiamo.

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