TV/ La “maledizione” di Piccoli Fans di Sandra Milo colpisce Io Canto. Quante volte si può fotocopiare un format?

- Gianni Foresti

GIANNI FORESTI commenta lo scarso avvio del nuovo anno di Mediaset stigmatizzando quei programmi fotocopia che rovinano le pur buone intenzioni degli autori

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Non è partito bene lanno per Mediaset, se il Cavaliere ha incassato vari punti, quelli di sutura su viso e quelli di consenso, la sua tv li ha persi.

Il nuovo (?) programma Io canto di Canale 5 ha preso sonori schiaffoni (per non dire statuette del duomo milanese) dal concorrente Ballando con le stelle di Rai Uno. Certo che a Cologno Monzese ogni tanto perdono la bussola: sfilano un programma andato benissimo alla concorrenza, lo stesso curatore/ideatore/regista, una parte della giuria, aggiungono degli ospiti di grido, ci mettono il più simpatico dei conduttori, Gerry Scotti, miscelano un po tutto e il gusto della crema è stranamente acido, forse perché il telespettatore ricordava il sapore della prima edizione.

Nel 2009 avevo criticato la versione originale, Ti lascio una canzone con la burrosa Antonellina Clerici, perché era un rifacimento dei Piccoli Fans di Sandra Milo (ve lo ricordate?), ora, dopo aver constatato che sforzi per farlo apparire nuovo non ce ne sono stati, nonostante il cambio di rete, non posso che confermare il giudizio: unennesima fotocopia venuta male.

Presumo che a Canale 5 vi fosse la certezza della vittoria sugli ascolti, visti i buoni risultati ottenuti da Chi ha incastrato Peter Pan?, dove anche lì i soggetti principali erano i bambini.

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In un momento in cui il talent show va di moda, utilizzare  bambini con qualità e capacità, in questo caso canore che penso piacciano a molti, è il massimo: non ci perdiamo una recita scolastica, figurati se ci perdiamo i nostri pargoli che cantano in tv per tutta lItalia.  

Chi non si vanterebbe di avere un figlio che appare nel piccolo schermo?

Ma ne vale veramente la pena?

Giro volentieri queste domande a voi genitori.

 

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Mediaset ha sottostimato la corazzata Ballando con le stelle di RaiUno pensando che i bimbi fanno più audience degli adulti, ma non è stato così, il pubblico è stato dalla parte di Milly Carlucci. A dire il vero anche questo programma non ha portato nulla di nuovo se non il bel Ridge di Beautiful ed altri vip o presunti tali. La formula è da talent show con un pizzico di reality con però personaggi conosciuti ed i maestri che insegnano a ballare. Vip sono anche i giurati, anche se fanno solo rumore, chiaramente se mi presentassi io e qualche comune mortale il programma non avrebbe audience.

Il ritmo è buono, le musiche coinvolgono e da Milly ai protagonisti il sorriso che viene elargito agli spettatori è rassicurante.

Non è mancata la furba presenza della Clerici con Ballando con le stelline, che ha lanciato l’originale Ti lascio una canzone per la primavera. Quando si è in battaglia vale tutto.

Io mi schiero dalla parte dei piccini, almeno si esprimono per la loro qualità e non perché sono solo famosi.

Mi direte che ho stroncato due programmi forse tra i più semplici e puliti in cui ci sono ragazzini che cantano e adulti che ballano, due trasmissioni spensierate che vogliono far dimenticare il grigiore e la situazione attuale, che ci vogliono rallegrare e rasserenare.

È vero il ballo e la canzone sono questo, ma la trasposizione in tv annacqua tutto, come il mio amico che diluisce il Refosco. Si corre il rischio che a lungo andare tutto diventi imbevibile, anzi visto che parliamo di tv, inguardabile.

 

TI LASCIO UNA CANZONE

 



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