DRIVE/ Un film dove il romanticismo diventa motore dellazione

Nonostante le apparenze, spiega MATTEO CONTIN, Drive è uno dei film romantici più originale, spiazzante e commuovente della storia del cinema

17.10.2011 - Matteo Contin
DriveR400
Una scena del film Drive (Foto Ansa)

Lanonimo protagonista di Drive è un giovane meccanico che, per arrivare alla fine del mese, fa anche lo stuntman e lautista durante le rapine. Con un futuro scritto nelle corse professionistiche (grazie a un accordo con un mafioso della zona), la vita del nostro protagonista scorre tranquilla finché non si innamora di Irene. Irene è però sposata con Standard che, appena tornato a casa dal carcere, si ritrova invischiato in uno sporco ricatto da parte della mafia. Per proteggere Irene e suo figlio, il nostro protagonista decide di aiutare Standard ma si ritrova invischiato in un affare più grande di lui.

Dellultima pellicola del regista danese Nicolas Winding Refn potrei dire molte cose e tutte interessanti. Ad esempio che Drive è un solido e struggente noir, uno dei migliori usciti dallinizio del nuovo millennio, perché è capace di omaggiare il genere, ma di rinnovarne anche latmosfera, inzuppata in questo caso di tanto cinema di fine anni Settanta (Scorsese e Walter Hill in primis), dove la città si trasforma in un grosso muscolo illuminato al neon e lautomobile sembra essere lunica amica in grado di capire i propri silenzi.

Oppure possiamo parlare di come Drive riesca a essere un western sotto mentite spoglie, non solo perché Winding Refn rilegge il silenzio che precede il duello facendone modello narrativo primario del suo film, ma anche per limportanza che gli sguardi assumono nella costruzione narrativa (ed emotiva) della storia e per la granitica sicurezza che muove il protagonista contro il pericolo. Una menzione la merita anche luso originale della colonna sonora: le sonorità electro-pop di Cliff Martinez (collaboratore abituale di Steven Soderbergh) trovano spazio laddove una colonna sonora più tradizionale avrebbe fallito (o sarebbe risultata comunque più banale), creando una nuova e personale epica del racconto.

Cè poi Ryan Gosling, che i più con Drive hanno scoperto essere un grande attore. Chi qualche anno fa ha avuto occasione di vedere il bellissimo e sottovalutato Lars e una ragazza tutta sua, troverà solo lennesima conferma del grande talento dellattore americano. Il lavoro che qui fa Gosling è aggiornare con coraggio la recitazione monolitica di Clint Eastwood, rendendo più palpabili le emozioni che scorrono dietro i suoi occhi, siano esse positive o negative. Alcuni momenti mozzano il fiato per il mestiere con cui Gosling calibra le espressioni e lintensità del suo sguardo.

Il resto del lavoro lo fa poi un cast ben diretto, su cui primeggia la giovanissima Carey Mulligan e Bryan Cranston che, dopo la grandiosa performance nella serie tv “Breaking bad”, comincia a prendersi la sua rivincita nel mondo del cinema. Ron Perlman ci offre poi un personaggio che si fa notare per l’originalità nella scrittura. Dell’ultima pellicola del regista danese Nicolas Winding Refn potrei dire molte cose e tutte interessanti. Alcune le ho già dette, ma mi piacerebbe mettere in evidenza la vera anima della pellicola. Drive cos’è in fondo se non un film romantico? Forse, mi azzardo, uno dei film romantici più originale, spiazzante e commuovente della storia del cinema.

Non serve mascherarlo, perché la matrice romantica è lì, ed è al centro della storia, motore che porta avanti tutta la vita dell’anonimo protagonista. Ce lo mostra chiaramente una sequenza (forse la più bella dell’intero film) in cui il protagonista si ritrova in ascensore con Irene e un killer intenzionato a ucciderlo. Nello spazio di un bacio inaspettato, pulsante, vero, si consuma l’attimo infinito dell’amore tra due animali chiusi in gabbia. E quando il bacio finisce e cominciano i pugni e poi i calci fino a distruggere completamente il volto dell’assassino, l’amore non cambia, perché quello è l’amore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori