SERVIZIO PUBBLICO/ Anteprima di Santoro Gli auguri di Buon Natale 2011 sulle note di Titanic (video)

- La Redazione

L’apertura del programma politico condotto da Michele Santoro su tv locali e web. Il conduttore fa gli auguri per le feste in arrivo al Governo Monti e agli italiani. Le immagini

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Immagine d'archivio
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Servizio Pubblico: gli auguri di Natale di Michele Santoro, apertura (video) Tra i momenti cult della puntata di Servizio Pubblico, che tornerà in onda giovedì 12 gennaio 2012, lanteprima di Michele Santoro. Il conduttore (video alla pagina seguente) in studio accompagnato dalle note della canzone “Titanic” di Francesco De Gregori e come prima cosa fa gli auguri di Buon Natale a tutti. In particolare, Michele sottolinea che i suoi auguri sono rivolti a coloro che sono costretti a viaggiare in terza classe, citando, appunto, il testo della canzone di De Gregori con la quale ha fatto il suo ingresso. Inoltre, aggiunge che fa gli auguri anche a coloro che erano abituati a viaggiare in seconda classe ed ora sono costretti a farlo in terza. Poi, Michele Santoro fa delle precisazioni su alcuni servizi andati in onda nella puntata precedente. In particolare, sottolinea che l’imprenditore Soro era andato in bancarotta a seguito di emissioni di assegni a vuoto. La Banca Unicredit si era solo accodata alla richiesta di sequestro di immobili emessa da altro istituto bancario. Inoltre, il perito della Repubblica aveva dichiarato i tassi di credito di Banca Unicredit usurai, ma il giudice si era, poi, pronunciato negativamente ed aveva archiviato il caso. Il reato non sussisteva perchè i tassi erano praticati sullo scoperto. Soro, dunque, era fallito perchè non era riuscito a fare fronte ai debiti con le banche. E Santoro ironizza sul fatto che l’imprenditore Soro era uno di quelli che erano abituati a viaggiare in seconda classe ed ora sono costretti alla terza. Michele passa a ringraziare il suo pubblico, descrivendolo come un pubblico numeroso, un bel numero di persone, le quali hanno scelto di mandare in onda questa trasmissione, aderendo alla sua richiesta di sottoscrizione con la somma richiesta inizialmente di dieci euro. Di questo atto, Santoro, pensa che il pubblico debba andare fiero, perchè ha esercitato il proprio volere ed è stato in grado di far andare in onda ben otto puntate di “Servizio Pubblico” su una rete che ogni volta parte da zero. Non solo queste persone hanno fatto andare avanti la macchina televisiva di “Servizio Pubblico” ma l’hanno fatta crescere. Il nuovo Governo, aggiunge il conduttore, promette di fare dei cambiamenti epocali per il nostro Paese, ma lui se si guarda intorno percepisce solo un grande senso di vuoto, che nelle persone più umili si trasforma in un grande senso di rabbia e di forte intolleranza. Queste sensazioni sono dovute alla mancanza di speranza che lui percepisce nelle persone che incontra tutti i giorni nella sua vita quotidiana. Michele lo definisce un sentimento simile a quello che si provava probabilmente negli anni trenta. Santoro prosegue dando l’appuntamento al suo pubblico al 12 gennaio 2012 per una nuova serie di “Servizio Pubblico”, ma precisa che la trasmissione andrà avanti e si affermerà solo se la partecipazione del pubblico rimarrà viva. Qui Michele sembra voler incitare i suoi telespettatori a continuare a guardare la trasmissione che hanno voluto creare insieme a lui, dal momento che di recente ci sono stati dei cali di ascolto, registrati in particolare in seguito alla caduta del Governo Berlusconi. Michele aggiunge, infatti, che non bisogna lasciare tutto nelle mani soltanto del Presidente Monti e del Presidente Napolitano, ai quali peraltro coglie l’occasione per porgere i migliori auguri di Buon Natale e verso i quali rinnova la propria stima e fiducia nella loro attività. E’ necessaria anche la presenza di una trasmissione di approfondimento e di critica come “Servizio Pubblico”. Qui Santoro passa la parola come di consueto a Vauro nelle vesti di Padre Indignato per lo spazio satirico a lui riservato ad inizio trasmissione. Continua alla pagina seguente)

 



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