ELEZIONI AMMINISTRATIVE/ La par condicio applicata ai talk show. Il blitz di Pdl e Lega

- La Redazione

La maggioranza (Pdl, Lega e Responsabili) intende estendere, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative, le norme della par condicio anche ai tal show.

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Immagine d'archivio

La maggioranza intende estendere, durante la campagna per le amministrative, le norme della par condicio anche ai tal show.

I talk show come le tribune politiche. E il principio che anima i dieci emendamenti presentati da Pdl, Lega e Responsabili per estendere le norme sulla par condicio anche a programmi di natura non strettamente politica. I provvedimenti, se approvati, porterebbero alla modifica della bozza di regolamento prevista per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, e predisposta da Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza Rai. I dieci emendamenti sono stati discussi in commissione e vorrebbero estendere la nuova normativa a livello nazionale.

Circola voce che lintento reale sia quello, in campagna elettorale, di far chiudere i talk, data limpossibilità oggettiva di dare ad ogni eventuale politico presente in studio il medesimo spazio.  Le opposizioni annunciano battaglia, in virtù di un precedente pronunciamento del Tar sulla par condicio, linterpretazione della quale non permetteva di considerare le trasmissioni di approfondimento come tribune politiche.

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«L’idea che in queste settimane di conflitti che coinvolgono il nostro paese e di processi che riguardano il premier la Rai possa chiudere i propri programmi di approfondimento è politicamente senza senso», dichiara Paolo Gentiloni, responsabile della comunicazione del Pd. Per il capogruppo dell’Idv in Vigilanza Pancho Pardi, invece, si tratta «dell’ennesimo tentativo di spegnere le voci libere dell’informazione» mentre secondo l’Udc Enzo Carra, «potremmo trovarci in periodo elettorale con un regolamento che determina la sospensione delle trasmissioni di approfondimento e con un atto di indirizzo come quello messo a punto dal Pdl».

Non poteva mancare un commento del conduttore di Annozero, Michele Santoro, secondo cui «quelli che stanno per essere messi ai voti, su proposta della maggioranza, sono provvedimenti liberticidi che, qualora approvati, porterebbero nuovamente alla soppressione dei principali programmi di approfondimento informativo del servizio pubblico». Duro anche il padrone di casa di Ballarò, Giovanni Floris: «Di nuovo? Errare è umano, perseverare è diabolico… Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando un regolamento ingestibile portò alla chiusura dei talk show, il Tar ha stabilito che i programmi di informazione non possono essere equiparati alle tribune elettorali».

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