PAUL/ Un E.T. in versione 2.0 per un film dove il protagonista è il doppiatore

- Emanuele Rauco

L’universo nerd e geek negli ultimi anni ha avuto un grande incremento e una nuova fortuna popolare. L’ultimo capitolo è Paul, l’alieno con la voce di Elio. Lo racconta EMANUELE RAUCO

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Paul, il film

L’universo nerd e geek, ossia quello dei secchioni appassionati di tecnologia, fumetti e fantascienza, negli ultimi anni ha avuto un grande incremento e una nuova fortuna popolare, tanto da fare di questi soggetti dei veri e propri personaggi dell’immaginario, tanto in tv quanto al cinema e nella letteratura. Ne è un esempio Paul, il nuovo film di Greg Mottola con Simon Pegg e Nick Frost, coppia comica adorata fin dai tempi de L’Alba dei morti dementi e Hot Fuzz (diretti da Edgar Wright).

Già il plot fa capire il contesto: i due protagonisti viaggiano da Londra a San Diego per il Comic-con, il raduno di fumetti e fantascienza più importante del mondo, e ne approfittano per fare un viaggetto lungo i luoghi dell’America ufologica. E manco a farlo apposta incontrano Paul, un alieno in fuga dal Fbi che lo vuole eliminare perchè ha visto (e detto) troppo.

Scontro tra humour britannico e comicità Usa nella sceneggiatura scritta dai due protagonisti che mettono in scena un film comico on the road che guarda alla fantascienza messianica e all’action-movie di tarda formazione con gli occhi e i meccanismi del cinema per ragazzi.

Con l’affetto del fan e il puntiglio del purista, il film costruisce un viaggio ironico e competente nella cultura pop americana fatta di Ufo, serie televisive, fumetti, film e libri misteriosi, e in quella folkloristica, divisa tra avvistamenti e rapimenti alieni e l’estremismo cristiano, il tutto visto attraverso gli occhi di un alieno sfrontato che sembra una versione volgare dell’E.T. di Spielberg.

Mottola – già efficace cantore dell’adolescenza nel misconosciuto Adventureland con Kriste Stewart – punta sul confronto tra stili e risate differenti, edulcora le caratteristiche dei due protagonisti e ne tira fuori un film per ragazzi in versione 2.0, con quel pizzico di bromance (la storia di amicizia virile prossima all’amore) che pare ormai inevitabile in ogni film del filone, come dimostra Suxbad, diretto dallo stesso regista.

La sceneggiatura sa lavorare sull’understatement, sul tono più sottile, allo stesso modo che sulle risate paradossali e goliardiche, ma non riesce a rendere del tutto appassionante e stupefacente un racconto innocuo, mentre la regia è vivace il giusto e, soprattutto, i due attori/autori non perdono un colpo.

Ospite speciale di questo simpatico e “infantile” viaggio è Elio, stavolta senza le Storie Tese, che doppia Paul (in originale la voce è del Seth Rogen di Zack & Miri- Amore a… primo sesso) regalando il suo accento buffo e genuino, come già aveva fatto per il cartone danese Terkel in Trouble e la serie animata Beavis & Butthead.

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