BAILA! vs BALLANDO CON LE STELLE/ Bernardini (TVTalk): il mercato dei format sta uccidendo la TV

Il giudice ha sentenziato che il nuovo programma di Mediaset, Baila!, non debba andare in onda perché copiato da quello Rai, Ballando  con le stelle. Il parere di MASSIMO BERNARDINI

27.09.2011 - int. Massimo Bernardini
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Barbara D'Urso

Baila! – “E’ una cosa molto strana” dice a IlSussidiario.net Massimo Bernardini, giornalista e conduttore del programma di Rai Tre Tv Talk. “Fino ad oggi Rai e Mediaset si erano spartiti il mercato die format: una aveva L’isola dei famosi, l’altra Il Grande fratello e così via. Adesso qualcosa si è inceppato e la Rai ha puntato i piedi. In realtà un motivo dietro c’è, esiste un precedente”. Il caso in quesitone, di cui si parla in queste ore, è la sentenza del giudice che ha proibito a Mediaset la messa in onda, prevista per stasera, del nuovo programma “Baila!” con la conduzione di Barbara D’Urso. Il motivo? Plagio del programma Rai “Ballando con le stelle”, versione italiana del format della BBC (intervenuta nel contenzioso) “Dancing with the Stars”. Mediaset protesta dicendo che il suo programma è preso da un format messicano, quello dello show “Bailando pur un sueno”. “Non credo che il giudice abbia deciso così di sua sponte” dice Massimo Bernardini “sicuramente è stato convocato un expertise che, confrontando i due programmi, ha detto al giudice che le analogie erano troppe”. Ma di quale motivo parla Massimo Bernardini, di quale precedente? “Il precedente è questo” spiega Bernardini. “Roberto Cenci, autore e regista televisivo sul mercato da anni, è l’autore del format originale del programma Ti lascio una canzone andato in onda sulla Rai. L’ha portato al successo, ne è rimasto in parte proprietario quindi ha ricevuto una formidabile offerta Mediaset, una offerta sia economica che di mezzi di produzione. Mediaset gli ha dunque fatto mollare la Rai e gli ha fatto preparare un nuovo format, quello che ha dato vita al programma Io canto condotto da Gerry Scotti. Ovviamente, chiunque abbia guardato i due programmi avrà notato che le analogie sono molte”. E in quel caso non c’è stato ricorso al tribunale? “No, perché Rai e Mediaset hanno trovato un accordo prima di finire in tribunale”. Quale accordo? “Si è trovato un concordato. La Rai ha detto, non è giusto signor Cenci, questo format lo ha fatto per noi e adesso ne fa uno identico per Mediaset? Si raggiunse quindi un accordo per cui Cenci ha continuato a fare Io canto, la Rai con la Clerici a fare Ti lascio una canzone e il paradosso è che Cenci essendo ancora proprietario in parte del format Rai prende soldi sia da Mediaset che dalla Rai”. Poi è arrivato il nuovo programma “Baila!”: “Di cui” spiega Bernardini “l’autore è sempre Cenci. A questo punto la Rai si deve essere rotta e ha detto no, questa volta andiamo fino in fondo, fino al tribunale”.

E adesso cosa succederà? “Succede che il mondo della tv si sta modificando e arrivano le prime crepe. Il problema vero però è a monte. Il problema è quello dei format. La televisione di oggi è funestata da questo mercato dei format. Per questo fa un po’ ridere quanto sta succedendo tra Rai e Mediaset perché oggi è davvero difficile dire questo programma l’ho inventato io oppure l’ho preso da quel format. Basta infatti cambiare qualche particolare: invece dei bambini di 5 anni che cantano ci metto quelli di 12. Invece dei concorrenti che ballano con i maestri, li faccio ballare con i vip. Oggi tutti i giochi che si vedono nella fascia preserale, quella prima dei tg, se tu giri un po’ il mondo te li trovi identici in tutti i Paesi. Il milionario lo trovi dappertutto, è un mercato formidabile. gli inventori di format hanno fatto i miliardi. Su questi prodotti si gioca la fortuna di un network”. Uno scenario un po’ inquietante: “Basti pensare che format come Il grande fratello o Il milionario hanno delle autentiche bibbie che obbligano in qualunque Paese a usare le stesse luci, gli stessi movimenti di camera, le stesse battute e guai a fare diversamente. Il caso limite è arrivato adesso con il nuovo programma di Teo Mammuccari, The Cube: l’impianto dello studio è talmente particolare e costoso che conviene andare a registrare direttamente negli studi originali a Londra che cercare di ricostruire quello studio in Italia”.



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