BALLARO/ Il Governo Monti e il lavoro. La protesta dei No Tav. Puntata 28 febbraio 2012. Video

- La Redazione

La sintesi della puntata del programma di politica e attualità condotto da Giovanni Floris su Rai Tre. Dibattito sull’esecutivi tecnico e i problemi dell’occupazione. La protesta in Piemonte

ballaro_tvR375_19nov08

Sono stati ospiti a Ballarò Matteo Renzi, sindaco di Firenze; Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali; Dominique Lapierre, giornalista e scrittore di fama internazionale e autore de “La città della gioia”; Luisella Costamagna, che condurrà su Raitre il programma Robinson; Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna; Nando Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos; Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”. Dopo la copertina satirica di Maurizio Crozza la puntata entra nel vivo con il dibattito sul governo Monti e su chi sta male in Italia per ciò che concerne lavoro e stipendi. A Carpi, in provincia di Modena, sono arrivati ben 17 licenziamenti nella Biblioteca. Eugenia Bergamaschi, coltivatrice, dice che se l’IMU la metterà a terra, a partire dall’anno prossimo non potrà più lavorare, i terreni verranno abbandonati e non ci sarà più neanche un’attività di manutenzione. Matteo Renzi ritiene che non si possa dare tutta la responsabilità a Monti per problemi che già ci sono da molto tempo. Monti ha cercato di rimettere a posto la situazione e di giocare in difesa. Manca però la parte bis che consiste nella crescita e nell’aiuto alle famiglie. Sallusti pensa che il bilancio di questi primi 100 giorni di Monti sia positivo, anche se c’è delusione sul fatto che le promesse del governo tardano ad arrivare. Nelle ultime settimane il governo sta diventando però più politico che tecnico e questo alla lunga lo indebolirà anche nei confronti dell’opinione pubblica che si aspettava ben altra cosa. Luisella Costamagna dice che il governo, anche se tecnico, deve tener conto del disagio che ha colpito e sta colpendo la popolazione. Tra gli elementi positivi c’è senza dubbio la lotta all’evasione fiscale, con la trasparenza sui compensi e anche l’IMU alla Chiesa. Vasco Errani ritiene che il lavoro sia tra le assolute priorità e non si può continuare a parlare solo dell’articolo 18, perché il problema non è l’uscita dal lavoro, bensì l’ingresso ad esso. Maria Cecilia Guerra vuole ricordare la situazione in cui eravamo e vuole far presente che se fosse finita come la Grecia le persone che ora stanno male di sicuro sarebbero state ancora peggio. Non è vero, continua la professoressa, che si è ignorata la crescita, perché Monti è molto impegnato anche a rilanciare l’unione economica europea. Questo è importante perché non è un Paese da solo che può uscire dalla crisi. Lapierre dice che ogni sera 800.000.000 di persone vanno a dormire con lo stomaco mezzo vuoto e questo è uno scandalo in un Paese molto ricco.

A Brescia i tagli si fanno sentire e ormai l’assistenza è diventata Fai-da-te. Ma i tagli maggiori si sono avuti al centro e al sud. Michele Boldrin, economista, dice che il problema fondamentale nel sistema sanitario sono le differenze fra regioni. L’Italia è un Paese che invecchia, ma noi non abbiamo adattato quando eravamo in tempo il sistema pensionistico a tutto questo. In realtà in Italia, come sottolinea la professoressa Guerra, siamo tra i primi per sistema sanitario, ma questo non vale allo stesso modo per quanto riguarda il sociale. Questo sarebbe il vero problema, che non è stato affrontato. Eppure il nostro è il Paese dei miracoli, quello degli invalidi per cecità che riescono ad andare al mercato da soli e a tornare a casa dando anche un’occhiata alle vetrine, proprio come la signora Agata, o il signor Ortensio, invalido al 100 % che cammina e guida l’auto, ma che usa la sedia a rotelle quando va all’INPS alle visite di controllo. Sallusti ritiene però che quello del sistema sanitario italiano sia un problema di ruberie, perché laddove applicato correttamente è un’eccellenza a livello non solo europeo ma mondiale.

E intanto, in Val Di Susa, Luca Abbà è caduto dal traliccio e secondo le ultime notizie le sue condizioni sono gravi e i medici ancora non sciolgono la prognosi. Al presidio però c’è stato un appello ad andare ad occuparsi delle terre di Luca Abbà per sostituirlo nel lavoro in attesa del suo ritorno. Intanto il presidio continua. Gli ospiti in studio sono concordi nel ribadire la necessità di essere contrari alla violenza in genere. E poi le opere bisogna farle, perché non si può sempre continuare a discutere senza mai realizzare nulla di concreto. La Costamagna discute con Sallusti: il direttore sostiene che chi sale su un traliccio fiorse non compie un atto sensato,  la giornalista ritiene invece che bisognerebbe cercare di capire perché quella persona ci era salita su quel traliccio. Ogni protesta, dice Sallusti, merita rispetto finché non lede i diritti altrui, come quelli dei poliziotti ad esempio, che si sentono dare degli assassini.  La puntata si chiude con l’appello per la liberazione di Rossella Urru, rapita in Algeria.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori