CHE TEMPO CHE FA/ Ferruccio De Bortoli parla con Fabio Fazio del governo Monti (video). 1 aprile 2012

La puntata andata in onda ieri sera di Che tempo che fa, condotto come di consueto da Fabio Fazio, ha aperto con la presentazione di Qualcosa di Scritto, libro di Emanuele Trevi

02.04.2012 - La Redazione
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Fabio Fazio, conduttore di Che tempo che fa

Riassunto Che tempo che fa, puntata del 1 aprile 2012 (video) –La puntata andata in onda ieri sera di Che tempo che fa, condotto come di consueto da Fabio Fazio, ha aperto con la presentazione di Qualcosa di Scritto, il nuovo libro di Emanuele Trevi. Il conduttore, parlando del testo, lo definisce un racconto autobiografico, un saggio critico sullultimo romanzo di Pasolini e chiede allautore di raccontare la sua esperienza di lavoro con il regista. Trevi spiega di avervi lavorato poco perché Laura Betti, che lo dirigeva, aveva un carattere particolare, geniale e folle e cambiava spesso collaboratori. In quel breve tempo a contatto con i due, però, si è reso conto di essere in unaltra dimensione: quella dellautenticità. Persone come Pasolini e Betti vivevano la realtà e poi la raccontavano. Lautore continua sottolineando come questa fusione con larte possa essere pericolosa. Nel 1972, tre anni prima di morire, Pasolini inizia a scrivere quella che ha definito la sua ultima opera, pur essendo ancora giovane. Rinunciare alle proprie abitudini per la conoscenza vuol dire mettersi in una condizione di pericolo costante. Pasolini cercava, di notte e in luoghi pericolosi, ispirazione e informazioni su che cosa fosse il potere. Fazio si chiede se “Petrolio” possa essere la causa della morte di Pasolini: secondo Trevi no, anche se la realtà ufficiale non è sufficiente. Nel libro, probabilmente, non c’erano elementi tali da causare la morte di Pasolini, forse però qualcuno riteneva che lui sapesse troppo. Il dialogo poi s’incentra sul termine “rivelazione”. Secondo l’autore intervistato, spesso i fatti non sono ciò che sembrano. Pasolini, ad esempio, aveva capito molte cose prima che accadessero e aveva sentito il bisogno di rivelarle. Il successivo ospite della serata è Valentina Cortese, attrice teatrale e cinematografica. Il 10 aprile uscirà unautobiografia edita da Mondadori, Quanti sono gli anni passati. Fazio inizia il dialogo dai foulard indossati dallattrice, un omaggio dell’attrice alle tradizioni passate delle coltivatrici. Il conduttore poi si concentra sul libro, diviso in tre parti. Innanzitutto linfanzia e un avvenimento particolare: lessere affidata a una famiglia contadina, un evento che, sottolinea lattrice, ha segnato molto la sua vita, insieme al ricordo, traumatico, dei giorni in cui incontrava la sua vera madre. Poi, il teatro, suo amore sin da bambina: suo padre ne costruì uno per lei, il più bello della sua vita. A un certo punto poi, nella vita dell’attrice, arriva lamore. Cortese racconta con trasporto il sentimento che lha unita a quelluomo. La Cortesi racconta come è nato il film di Fellini che ha interpretato: Giulietta degli spiriti: il tutto iniziò con una seduta spiritica e con una sensitiva. A questo punto, dopo aver mostrato una foto del regista, viene mandato uno spezzone di Giulietta degli spiriti. Dopo Fellini, il discorso cade su Visconti, regista che lattrice dice di avere molto amato. Un uomo gentile e regale. Con il successo arrivano anche Hollywood e l’incontro con Greta Garbo. L’esperienza americana donerà all’attrice molti incontri interessanti: Cary Grant che faceva luncinetto perché glielo aveva detto lanalista, Marlene Dietrick con cui mangiava gli spaghetti, il suo rapporto con Charlie Chaplin. In una piccola digressione, lattrice fa i suoi complimenti a Luciana Littizzetto che considera meravigliosa anche se un po birichina. Chiede poi simpaticamente un suggerimento per una parolaccia da attribuire al suo produttore della Twenty Century Fox che la corteggia sempre pur sapendola sposata. Lultimo ospite è Ferruccio De Bortoli, direttore de Il Corriere della Sera. Fazio gli chiede dellintervento pubblicato sul giornale inerente alla non ricandidatura di Mario Monti. De Bortoli esprime la propria opinione sottolineando come il premier debba fare il suo lavoro di tecnico, allontanando il baratro della crisi finanziaria. Cosa realmente accaduta, nonostante la scarsa memoria di qualcuno. Qualcosa però, ancora manca: secondo il direttore, si sta parlando solo di mercato e poco dei cittadini. LItalia è fatta di famiglie che soffrono, aziende che chiudono: si dovrebbe parlare a queste persone con una vena di positività e realtà. Altra priorità, è pagare gli arretrati della pubblica amministrazione, causa del fallimento di molte imprese. Sulla riforma del mercato del lavoro, che tocca larticolo 18, De Bortoli si dice a favore, spiegando che è necessaria per dare stabilità e lavoro ai giovani. Secondo Bankitalia, ricorda il conduttore, le dieci persone più ricche dItalia posseggono un patrimonio pari a quello di tre milioni di poveri: De Bortoli ammette che le differenze sociali sono aumentate e che è un problema di politica economica seria sul quale il governo deve fare di più, anche garantendo maggiore mobilità sociale. Il direttore poi si sofferma sulla cena in casa Monti, dalla quale sono emerse forti preoccupazioni, anche personali, derivanti dai problemi addossati a questo governo. In conclusione si augura che ritorni la normale dialettica partitica e, in generale, della politica: i partiti sono indispensabili e devono sfruttare questo tempo per fare le riforme costituzionali. Sulla nuova legge elettorale proposta, De Bortoli si esprime con una battuta: è difficile fare peggio del “porcellum”. Sulla possibilità del nuovo partito di Montezemolo, si rivela scettico e sul possibile movimento politico del ministro Passera afferma che è meglio che si concentri sul lavoro che svolge attualmente. Infine, il direttore esprime sconcerto sul tema della corruzione e sul fatto che in tanti anni i partiti non abbiano trovato un accordo per combatterla.



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