STALKING/ A Pomeriggio 5 le testimonianze di alcune vittime e il racconto di uno stalker pentito

- La Redazione

Arrivata lestate, Pomeriggio 5 non chiude i battenti ma continua con una versione leggermente modificata e condotta provvisoriamente non più da Barbara DUrso ma da Alessandra Viero

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Barbara D'Urso

Arrivata lestate, Pomeriggio 5 non chiude i battenti ma continua con una versione leggermente modificata e condotta provvisoriamente non più da Barbara DUrso ma da Alessandra Viero, giornalista del Tgcom. La consueta conduttrice tornerà invece a settembre per la nuova stagione del programma di Canale 5. In questa seconda parte si continua a parlare del tragico terremoto in Emilia-Romagna, dove il bilancio delle vittime è salito nelle ultime ore a 25 e dove gli sfollati sono ormai circa 15 mila. In questa parte del programma si analizzano innanzitutto le conseguenze del sisma dal punto di vista dell’agricoltura e dell’allevamento. Un video mostra infatti come alcuni allevamenti siano stati totalmente rasi al suolo dal violento terremoto e che i proprietari delle aziende sono stati costretti a costruire da soli dei recinti di fortuna utilizzando delle transenne. Alcuni animali sono stati inoltre trasferiti in altri allevamenti, visto che lo spazio e le strutture rimaste agibili non sono sufficienti per tutti gli animali. Viene poi spiegato che tante aziende hanno subito anche una grossa perdita per quanto riguarda la produzione di elementi come il latte, la cui produzione a seguito del sisma è scesa sotto un terzo di quella normale. Viene quindi data la parola a Luigi Pagano, Vicecapo Dipartimenti Amministrazione Penitenziaria, che afferma di essere daccordo con la proposta del ministro della Giustizia Paola Severino di voler impiegare i detenuti reputati meno pericolosi per la ricostruzione delle varie case e capannoni crollati. Pagano sostiene che ovviamente, prima di avviare questo progetto, occorre innanzitutto organizzarsi, scegliendo i detenuti meno pericolosi e che lo stesso progetto è utile per evitare che i carcerati vivano nell’ozio e per far sì che possano essere recuperati dal punto di vista sociale. Dopo aver analizzato i vari aspetti del terremoto si passa a parlare del fenomeno dello stalking, partendo dalla storia di Sara da Livorno, un’ex vittima di stalking attuato dal suo ex marito: la donna spiega che da quando ha scelto di denunciare l’uomo nel 2008 per spaccio di droga, la sua vita è diventata un inferno. Lui ha iniziato a minacciarla, a picchiarla e a mettere a repentaglio la vita del loro figlio e che soltanto grazie a una nuova denuncia per stalking questa situazione ha trovato un lieto fine. 

La parola passa poi alla signora Rosa Muntari che racconta la storia di sua figlia Antonella, uccisa dall’ex compagno Luca Delfino: i due si erano conosciuti nel 2005 in un ospedale di Genova e che soltanto un anno dopo lui si era fatto vivo, andandola a trovare a casa sua. La donna ricorda che fin da subito il ragazzo non le era piaciuto e che la conferma di tale supposizione venne presto confermata, in quanto la figlia, col passare del tempo, oltre a isolarsi completamente da amici e familiari, veniva spesso picchiata. Dopo la fine della loro relazione, Antonella è stata uccisa. La madre prosegue dicendo che non è utile soltanto denunciare per stalking, ma anche che le autorità dovrebbero proteggere queste vittime, per evitare che la situazione possa avere un tragico epilogo. Infine Paolo de Gregorio racconta la storia di sua figlia Sonia, anch’essa uccisa da suo marito nel 2000: l’uomo spiega che sin da subito si erano intuiti i segnali che quella persona era uno stalker, fino poi scoprire che la figlia veniva picchiata e minacciata. A parlare è poi un ex stalker pentito, Aldo Bernardelli, il quale spiega che l’essere stalker comporta una sorta di doppia personalità e che non è l’ossessione a spingere le persone a diventarlo ma bensì il desiderio di poter infrangere quel muro che la vittima tenta di erigere. L’uomo spiega che per ben tre anni ha perseguitato una sua collega e che, malgrado abbia ricevuto una querela, il suo comportamento non sia mutato. Per poter uscire da questo tunnel, l’uomo si è prima rivolto a diverse strutture ospedaliere inutilmente e successivamente ad uno psicologo il quale, grazie il suo aiuto, è riuscito a farlo uscire da questo tunnel. 



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