TOP SECRET/ Le inchieste di Tgcom 24 sui casi irrisolti: la strage di Annecy e la doppia esecuzione a Milano. 16 settembre 2012

- La Redazione

E andata in onda ieri sera una nuova puntata di Top Secret, il programma-inchiesta a cura di Claudio Brachino, giunto alla sua 11esima edizione, trasmesso su Tgcom24

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Top Secret (Tgcom 24), riassunto puntata 16 settembre 2012 – E andata in onda ieri sera una nuova puntata di Top Secret, il programma-inchiesta a cura di Claudio Brachino, giunto alla sua 11esima edizione, trasmesso su Tgcom24 ogni domenica per raccontare i misteri e i retroscena di clamorosi casi irrisolti. Nellappuntamento di ieri si è discusso a lungo sui diversi delitti avvenuti in questi ultimi giorni e, a inizio puntata, Claudio Brachino ha presentato gli ospiti in studio: il generale dei Carabinieri Gennaro Garofalo e il giornalista Andrea Galli de “Il Corriere della Sera”. Si comincia parlando dello sterminio della famiglia avvenuto in Francia, ad Annecy, il 7 settembre scorso: quattro persone hanno perso la vita, tra cui lo scienziato anglo-iracheno Saad Al-Hilly, sua moglie, un passante in bicicletta e un’anziana signora presente con loro. Le uniche sopravvissute sono due bambine, le loro figlie, una delle quali rifugiatasi sotto il corpo della madre per più di otto ore. In collegamento telefonico vi è linviata Donata Scalfari che racconta gli ultimi sviluppi: Zaynab, la bambina sopravvissuta assieme alla sorella, è stata trasferita a casa sua dall’ospedale di Grenoble e, almeno stando al quotidiano “Le Figarò”, avrebbe raccontato di aver visto durante la strage solo un unico “uomo cattivo”. Altre piste portano a testimoni che, due giorni prima dell’omicidio, sembrano aver visto una macchina con targa inglese posteggiata nelle zone dove la famiglia si trovava in vacanza. Garofalo parla dello stato della bambina, che secondo lui necessita del giusto apporto psicologico proprio ora che, ai fini degli indagini, è importante che ricordi quanto accaduto: “Devono essere solo gli esperti a innescare i giusti meccanismi di ricordo-aiuto”. Poi il generale parla delle indagini: “Il motivo per cui la bambina è sopravvissuta è, probabilmente, solo legato alla fine dei proiettili nella pistola. L’uomo ha sparato a un passante per non lasciare testimoni e alla bambina di otto anni. Non vi era motivo di lasciare in vita la più piccola, se la sua intenzione era eliminare ogni possibile persona presente”. Donato Carrisi, giornalista del Corriere della sera, ha ricostruito in un filmato tutte le possibili implicazioni psicologiche che le piccole, dopo l’accaduto, potrebbero dover sopportare. E sottolinea l’importanza della testimonianza che la più grande, una volta risvegliata, potrebbe avere nelle indagini. Andrea Galli parla di alcune voci che vedrebbero un coinvolgimento politico sullo sfondo del delitto: “Secondo me va visto come un assassinio e basta, fatto da chi ovviamente non si sa. Non vedo nessun estremismo islamico o di altro tipo dietro il fatto”. Un filmato del giornalista Federico Gatti mostra Julian Sterman, uno dei più cari amici dell’ingegnere ucciso: “Per me era un grande amico, con cui condividevo molte passioni. Era molto attaccato alla famiglia, e al lavoro. E quest’ultimo per me non è affatto collegato alla sua morte, lavorava a dei semplici satelliti di sorveglianza”. Dopodiché proprio Gatti parla delle possibili piste che lui, indagando tra i conoscenti dell’uomo, ha prospettato: “Ho scoperto che molti amici parlano di sentimenti anti-Israeliani da lui manifestati anche su Facebook. Questo, insieme alla sua posizione di ingegnere, possono aver influito. 

Inoltre, il gruppo integralista del Mossad non uccide i bambini e in questo caso la modalità coincide, quindi si potrebbe anche pensare che la più grande non sia stata finita intenzionalmente”. Garofalo, pur concordando sulla premeditazione, non è portato ad avallare l’ipotesi religiosa con facilità: “Penso più a quella legata alla sfera professionale”. Si cambia poi argomento, passando al delitto avvenuto a Milano ai danni di una coppia di genitori, nella zona di Porta Romana. Massimiliano Spelta e Carolina Ortiz, questi i nomi delle vittime, sarebbero stati freddati da ignoti che hanno lasciato viva la figlia, rimasta tra le braccia della madre. La pista principale parla di droga, visto che nell’appartamento delle vittime è stata trovata della cocaina. In collegamento telefonico, il giornalista Gigi Sironi parla di un amico di Massimiliano che, attualmente, si troverebbe in questura per essere interrogato sulla faccenda dei traffici illeciti. Fatto sta che, come racconta l’inviato, Massimiliano, nonostante avesse una società in liquidazione, viaggiava con la moglie e si dava alla vita mondana: “Si è trattato di un’esecuzione ma non si capisce, almeno dal quantitativo di droga trovata, da dove provenissero tutti quei soldi trovati in appartamento e il perchè di tanta violenza per pochi grammi di sostanza. Quindi, si sospetta vi fossero altri stupefacenti fatti sparire”. Galli, che segue la vicenda, conferma la pista della droga in diretta: “Qualcuno parla di killer dominicani, anche se non si capisce perché non li abbiano fatti sparire a Santo Domingo o, perlomeno, nella loro abitazione. Ad ogni modo, i tabulati telefonici potrebbero chiarire un po’ di cose”. In chiusura, Garofalo commenta la violenza di tale efferato delitto: “Si tratta di veri professionisti che hanno studiato anche la posizione delle telecamere che, in quella strada, sono presenti. Questo testimonia una sempre maggiore efferatezza della criminalità organizzata”.

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