IL COMMISSARIO NARDONE/ Anticipazioni quarta puntata: il mistero dei rapinatori e l’omicidio della modella. 27 settembre 2012

- La Redazione

Le nuove avventure del commissario Nardone, in onda come di consueto su Rai Uno, ci hanno tenuto compagnia nella serata televisiva di ieri, giovedì 20 settembre 2012.

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Il cast de "Il commissario Nardone" (Infophoto)

Le nuove avventure del commissario Nardone, in onda come di consueto su Rai Uno, ci hanno tenuto compagnia nella serata televisiva di ieri, giovedì 20 settembre 2012. In particolare, i due episodi proposti si sono rispettivamente intitolati La strage degli innocenti e La quadra del cerchio. Andiamo a vedere cosa è accaduto nel primo: Giuseppe Ricciardi è un siciliano sui quarantanni, originario di Catania, sposato e con tre figli, che per guadagnare qualcosa decide di trasferirsi a Milano per aprire un negozio di stoffe. Gli affari cominciano ad andare bene e i suoi ritorni in Sicilia si fanno sempre meno frequenti. Dietro a questo improvviso distaccamento dagli affetti familiari si cela però lamore per una donna, una ragazza originaria del nord Italia di nome Rina Forte. Tra i due nasce una sconvolgente storia damore, o almeno è quello che lei crede. Per Giuseppe si tratta infatti di un rapporto basato esclusivamente sullattrazione fisica e niente più. Dopo un po di tempo la moglie di Giuseppe viene a sapere del tradimento e decide di trasferirsi insieme ai tre figli a Milano. Rina, una volta saputo che Giuseppe è in realtà sposato, ovviamente ci resta male ma questo non la fa rassegnare allidea di perderlo, quindi decide di affrontare la moglie in strada a Milano. Tra le due nasce una piccola discussione ma niente di più, eppure qualche giorno più tardi, nella casa di Giuseppe a Milano, avviene un terribile massacro in cui perdono la vita la moglie e i tre figli. Ovviamente il caso viene affidato al commissario Nardone e alla propria squadra. Parallelamente a questa indagine, gli agenti sono però chiamati anche a arrestare un certo Bosso, noto delinquente dei primi anni del dopo guerra. Le indagini sul massacro della madre e dei tre figli vengono seguite in prima persona da Nardone, mentre quelle per scovare Bosso vengono seguite da Corrado Muraro e Peppino Rizzo. Nardone si reca come prima cosa nel negozio di Giuseppe Ricciardi per rintracciarlo, comunicargli quanto avvenuto e fargli qualche domanda. Non riesce però a trovarlo ma, grazie alla commessa, scopre della vicenda riguardante l’amante che, per volere della moglie, era stata allontanata dal negozio. Nardone a questo punto si reca da Rina Forte che nel frattempo aveva aperto una piccola pasticceria. Linterrogatorio però avviene in commissariato e non porta praticamente a nulla, anche se Nardone si insospettisce per alcuni atteggiamenti quanto meno strani della ragazza. Il commissario decide allora di portarla sul luogo del delitto per vedere che effetto le faccia, notando un certo cambiamento di espressione nel suo viso. Dopo circa 24 ore finalmente viene rintracciato Giuseppe Ricciardi, fermato dalla polizia di Firenze che lo riporta a Milano dal commissariato di Nardone. Anche per Ricciardi inizia un duro interrogatorio in cui si mostra molto freddo su quanto accaduto alla propria famiglia e rispondendo in modo decisamente contraddittorio. Il commissario non riesce ancora a trovare la pista giusta, ma qualcosa gli dice che lassassino potrebbe essere proprio Rina che, in un momento di follia e accecata dalla gelosia, potrebbe aver commesso quello insano e drammatico gesto. In ragione di ciò riconvoca Rina e la sottopone a un lungo ed estenuante interrogatorio, con la speranza che possa cedere e confessare tutto. Nardone si fa raccontare tutta la storia della vita di Rina, apprendendo come sia stata costellata da tantissime disgrazie che avrebbero messo a dura prova la pazienza di chiunque. Rina aveva infatti visto morire davanti i propri occhi il padre su un sentiero in montagna, mentre qualche anno dopo un suo fidanzato era morto di tubercolosi il giorno prima della data fissata per le nozze. Infine, come se non bastasse, la giovane si era sposata con un uomo che si rivelò poi completamente pazzo. 

Insomma, una vita difficilissima che l’aveva sempre vista lavorare come domestica in diverse case di persone della ricca borghesia milanese. Nardone non riesce dunque ad avere la confessione della donna e decide allora di rivolgersi a Trapani, l’amico fotografo, che riesce a procurargli uno scatto in cui si vede Rina in compagnia di uomo misterioso del quale lei, durante l’interrogatorio, dice di non ricordarsi. A questo punto un’intuizione farà la differenza: Nardone suppone che Rina possa aver avuto un passato da prostituta e, sfruttando l’amicizia di Flò, riesce ad averne la conferma. Inoltre viene a sapere di come Rina avesse un’amica molto intima a cui confidava tutto: si chiama Ines e, una volta interrogata, svela come l’uomo ritratto sulla foto fosse un certo Vitali presso il quale Rina aveva prestato servizio come domestica. Inoltre, pare che questo Vitali avesse approfittato di lei per poi sfruttarla facendola prostituire. A questo punto il mosaico comincia a prendere forma e, per completare l’opera, Nardone si reca da Vitali dal quale viene a sapere come Rina fosse ossessionata dal fatto di non poter aver figli. Nel frattempo Rina firma una confessione in cui afferma che l’omicidio è solo il finale andato male di un piano organizzato da Giuseppe per simulare un furto nella propria casa e spaventare la moglie, così da costringerla a tornare in Sicilia. Nardone, avendo a disposizione questi nuovi elementi, si reca in carcere da Rina e la costringe a confessare. Rina ha ucciso la moglie e i figli di Giuseppe perché ancora innamorata di lui e soprattutto perché distrutta dal fatto che lei avesse tutto (marito e figli) mentre a lei la vita non aveva dato altro che sofferenza. Per quanto riguarda invece l’altra indagine relativa a Bosso, Muraro e Rizzo sono riusciti a scoprire il suo nascondiglio, vale a dire la villa di un noto gioielliere di Milano, Barone, amico tra l’altro del questore Ossola. Anche se dalle indagini risulta evidente che Barone è il capo dell’organizzazione malavitosa di cui faceva parte anche Bozzo, il questore cerca in tutti i modi di proteggerlo. Tuttavia alla fine si deve arrendere all’evidenza di alcuni documenti trovati a casa sua, dopo che Bozzo lo aveva ucciso a sangue freddo perché saputo che li stava per vendere alle autorità al fine di fingersi pulito. Ossola, da sempre in contrasto con Nardone, per fargliela pagare divide i vari componenti della squadra.

Anticipazioni episodi giovedì 27 settembre – Nel primo episodio, intitolato “Il ritorno”, una banda di rapinatori svaligia un ufficio postale e fugge in auto. La vettura viene ritrovata giorni dopo: al suo interno ci sono i cadaveri degli stessi banditi. Nardone risale alla loro identità con l’aiuto di Flò e Suderghi. Nel secondo episodio, invece, intitolato “Passione torbida”, dalle acque dei Navigli è stato appena ripescato il corpo di una ragazza. le prime indagini rivelano che era una studentessa, che faceva la modella per i pittori di Brera e che aveva una relazione con il figlio ricco e viziato di un noto industriale.  

 

 

 

 



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