ITALIA DOMANDA/ Berlusconi discute con Sardo. Polemiche per il servizio di Barbara Parodi Delfino. Puntata del 18 gennaio 2013

- La Redazione

Silvio Berlusconi ieri, venerdì 18 gennaio 2013, è stato ospite della seconda puntata del programma di approfondimento politico Italia Domanda, in onda su Canale 5

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

Silvio Berlusconi ieri, venerdì 18 gennaio 2013, è stato ospite della seconda puntata del programma di approfondimento politico Italia Domanda, in onda su Canale 5: e non sono mancate le polemiche. Innanzitutto per il fatto, secondo alcuni, che Mediaset abbia agevolato il suo patron decidendo di non farlo concorrere con il programma di Rete 4 Quarto grado, la cui messa in onda è stata anticipata a giovedì. Inoltre, un servizio in particolare della trasmissione, firmato da Barbara Parodi Delfino sulla credibilità internazionale dellex Premier, è diventato oggetto di molti commenti negativi sui social network, con laccusa di essere troppo dalla parte del Cavaliere (qualcuno parla di un vero e proprio servizio-spot). Al di là di questo, a condurre la trasmissione cera il giornalista del TG5 Alberto Bilà e a porre le domande a Berlusconi cerano il direttore del quotidiano LUnità, Claudio Sardo, il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, il direttore del Quotidiano Nazionale, Giovanni Morandi, e il nuovo direttore de Il Tempo, Sarina Biraghi.

La trasmissione inizia con un servizio che ripercorrere tutte le varie presenze in televisione di Silvio Berlusconi che nellultimo mese e mezzo è stato ospite di Barbara DUrso a Domenica Live, da Massimo Giletti a LArena, dove minacciò di lasciare lo studio, da Bruno Vespa a Porta a Porta, a Servizio Pubblico da Michele Santoro e a Omnibus su La 7. Il dibattito incomincia dai motivi che lo hanno costretto nel mese di novembre 2011 a dare le dimissioni da Primo Ministro. Berlusconi, dopo gli attacchi subiti nella serata di giovedì da Santoro che allinizio della puntata di Servizio Pubblico ha rimarcato come abbia smascherato la falsa congettura di complotto ai suoi danni ordita dalla Germania, sottolinea di non aver mai parlato di complotto ma soltanto di congiura. Tornando ancora sul discorso, spiega che la debolezza dellItalia e di tutta la zona Euro era ed è ascrivibile al fatto di una certa debolezza da parte della moneta unica che non può contare sullappoggio di una Banca centrale simile alla Federal Reserve americana, e in particolare di non poter stampare banconote. Per quanto riguarda il discorso relativo allo spread che attualmente si attesta intorno ai 260 punti base, mentre nel mese di novembre 2011 era schizzato fino a 570 punti base per un tasso di interessi da pagare sui buoni decennali e quindi sul debito ben oltre la soglia del 7%, Berlusconi ritiene che ciò non fosse ascrivibile alle scelte fatte dal suo Governo, bensì a una situazione che si era venuta a creare in Europa per cui gli investitori richiedevano maggiori guadagni visto che teoricamente il rischio era superiore.

Su questo concetto cè un primo forte dissenso da parte di Claudio Sardo, che sottolinea che la maggior parte delle tensioni sullo spread erano dovute al suo Governo e la poca credibilità che aveva allinterno dellEuropa e agli occhi dei mercati finanziari. Parlando poi di Gianfranco Fini, Berlusconi crede che uno dei motivi per cui lex leader di Alleanza Nazionale abbandonò il Popolo della Libertà, fu perché pensò di poter diventare il Primo Ministro in un possibile Governo retto dal Partito Democratico e dallUnione di Centro. Secondo Berlusconi questo progetto arenò quando si rese conto che a seguirlo furono soltanto 35 deputati sui 50 che grosso modo aveva calcolato. Morandi domanda se in questo nuovo anno ci possano essere nuove tasse e nuove manovre finanziarie atte ad aggiustare ulteriormente le casse dello Stato, visto che la Banca dItalia ha visto in peggioramento la crescita delleconomia. Berlusconi si trincera dietro la convinzione che nessuna delle decisioni prese dal Governo Monti in tema di economia sia stato positiva per le sorti del Paese portandolo a una situazione di recessione. Sardo chiede come mai nel novembre 2011, con Berlusconi al Governo, lo spread italiano era superiore a quello spagnolo di oltre 100 punti mentre adesso dopo la cura Monti, lo spread tricolore è inferiore di 100 punti a quello spagnolo. Secondo Berlusconi, questo è dovuto al fatto che allora cerano molti meno titoli del debito spagnolo.

Il focus della discussione si sposta sui rapporti che ha avuto Berlusconi con la Merkel e lerrore secondo Sardo di sottoscrivere con lEuropa il pareggio di bilancio entro il 2013. Berlusconi risponde che con la Merkel i rapporti non erano buoni per via del fatto che lui non voleva sottostare a delle scelte favorevoli alla Germania a scapito dellItalia e sul pareggio di bilancio dice che fu imposto dalla Banca centrale europea. In tema di ripresa economica, Berlusconi sottolinea come sia sua intenzione quella di dare del credito alla aziende e quindi progressivamente tentare di abbassare lIrap. Inoltre, ribadisce lintenzione di abolire lImu sulla prima casa, anche se non spiega dove prendere i fondi necessari per fare questo importante taglio. Continua alla pagina successiva.

In tema di lavoro si infuoca il dibattito con Sardo. Berlusconi ritiene che la legge Biaggi riuscì a dare all’Italia 1 milione di posti di lavoro, mentre per Sardo ha soltanto sortito l’effetto di aumentare in maniera considerevole il precariato. Inoltre, Berlusconi annuncia di stare preparando un nuovo contratto, come fece già alcuni anni fa, nel quale evidenzia i punti fondamentali del suo programma politico che si impegna a fare nei prossimi eventuali cinque anni di governo. Sardo poi lo attacca sul fatto che nonostante continui a dire che il voto dato a partiti minori sia sostanzialmente non utile, si sia alleato per le prossime elezioni con la bellezza di 13 partiti, molti dei quali estremamente piccoli.

Altro punto di scontro tra i due è che mentre Berlusconi dice di non aver mai aumentato le tasse, Sardo ribatte come i dati Istat invece evidenzino come abbia portato il livello di tassazione dal 42% ereditato del Governo di centrosinistra nel 2001 al 43,5% durante il primo mandato e poi al 44% nel secondo. Le ultime battute del Cavaliere sono verso il leader di Udc, Pierferdinando Casini e Ingroia di Rivoluzione Civile, ovviamente non positive.

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