SERVIZIO PUBBLICO/ Porro: “Non condivido che il principio fondante sia il lavoro e non la libertà”. Puntata 10 ottobre 2013

- La Redazione

Ieri sera, giovedì 10 ottobre, a Servizio Pubblico su La7 Michele Santoro ha ospitato Stefano Rodotà e Maurizio Landini per difendere la Costituzione

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Michele Santoro (web)

La puntata di giovedì 10 ottobre della trasmissione Servizio Pubblico condotta come sempre da Michele Santoro, si intitola Bella e impossibile, con chiaro riferimento alla manifestazione de prossimo 12 ottobre in difesa la Costituzione. Per dibattere di questo tema e di tanto altro ancora sono presenti in studio oltre a Marco Travaglio anche Stefano Rodotà, il segretario della Fiom Maurizio Landini, il giornalista nonché conduttore della trasmissione Virus Il contagio delle idee Nicola Porro, Annalisa Chirico del periodico Panorama. Si parte con un servizio che pone il focus su due temi molto caldi e che sono motivo di forte discussione ed ossia quanto accaduto a Lampedusa peraltro mostrando le immagini dellarrivo tra i fischi nellisola dellattuale Premier Enrico Letta e del commissario dellUnione Europea Barroso. Il secondo tema che viene lanciato dal servizio rimarca la possibilità che il Popolo della Libertà possa prendere la palla al balzo offertagli dal Presidente della Repubblica che per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, ha parlato di possibile indulto, e quindi per salvare Berlusconi possa proporre linserimento dei reati fiscali tra quelli beneficiari. Santoro nel suo classico preambolo si rivolge soprattutto a Beppe Grillo che in giornata si è reso protagonista di un episodio con cui si è attirato addosso le proteste di tantissimi utenti contrari a quanto da egli stesso affermato con vigore nel post apparso sul suo blog e nel quale sostanzialmente ha richiesto ai propri deputati una marcia indietro sulla cancellazione del reato di clandestinità presente allinterno della legge Bossi Fini e che nei giorni scorsi è stata oggetto di grandi discussioni e contrapposizioni. La discussione ha inizio con Stefano Rodotà che oltre a citare limportante ruolo da sempre svolto dalla Costituzione, pone laccento su alcune tematiche di estrema attualità come ad esempio quella sullImu. Rodotà è favore della reintroduzione della tassa soltanto per determinate fasce di cittadini che evidentemente avendo una certa disponibilità economica, non avrebbero nessun problema nellonorarla. Il giudizio di Porro non è in linea con Rodotà, in quanto il giornalista evidenzia come la Costituzione necessità di alcune modifiche, citando il fatto che non possa essere fondata sul lavoro in quanto dovrebbe essere messa al primo posto la libertà. Nicola Porro poi critica il raggio di azione dellattuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in quanto sta avendo un ruolo troppo importante in questa fase politica, cosa che invece non può essere visto che da noi non cè il Presidenzialismo. Pronta la controreplica di Rodotà che fa notare a Porro che gli interventi decisi di Napolitano sono ampiamente giustificato in quanto sono stati gli stessi partiti politici, che evidentemente incapacitati nello gestire la complessità del momento si sono rivolti allo stesso Napolitano. Prende parola Landini che oltre a difendere la Costituzione, rimarca come in questa fase il Governo dovrebbe cercare di investire in maniera importante nel mondo delle imprese in quanto è fondamentale creare nuovi posti di lavoro. Inoltre, Landini rimarca come la situazione sia anche bloccata per via della legge di stabilità che non consente neanche a Comuni Facoltosi di poter effettuare investimenti. Si riparte con un nuovo servizio in cui viene enfatizzata dallinviato Ruotolo, la protesa dei cittadini dei Lampedusa che lamentano un certo abbandono da parte dello Stato come del resto certifica il fatto che su unisola decisamente importante, manchi ad esempio un presidio ospedaliero. Rimanendo sul tema, si parla di quanto avvenuto nelle ultime ore in Parlamento con labolizione del reato di clandestinità supportato anche e soprattutto da deputati del Movimento 5 Stelle che poi si sono beccati un bel rimbrotto da parte di Beppe Grillo direttamente dal suo blog. 

La Chirico critica pesantemente il Movimento 5 Stelle per quanto successo in merito anche se poi secondo il giudizio di Travaglio, palesa delle inesattezze in quanto il reato di clandestinità non fa parte della legge Bossi-Fini ma del pacchetto Maroni relativo all’anno 2009. Il discorso si sposta sui settori che avrebbero maggiore bisogno di finanziamenti come ad esempio quella della scuola. Rodotà evidenzia come le priorità in effetti possano essere dedotte da quanto è stato scritto nella Costituzione. Inoltre, tornando sul discorso Grillo, Rodotà rimarca come in effetti il meccanismo democratico previsto dallo statuto del Movimento 5 Stella sia piuttosto lento, visto che i deputati prima di prendere una decisione in merito ad una questione, dovrebbero chiedere alla rete quale sia la propria posizione in merito. Sempre Rodotà, rimarca come alcuni deputati del M5S gli avrebbero confidato in passato la volontà nel voler ridiscutere i vincoli del proprio mandato. Nel classico intervento, Marco Travaglio pone il focus sulla questione sollevata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che intravede nell’indulto la possibile soluzione del sovraffollamento delle carceri italiani. Travaglio conferma che in effetti in Italia il numero di detenuti sia molto superiore alla media europea ma l’indulto renderebbe liberi un numero esiguo per mezzo del quale il problema non verrebbe assolutamente risolto e piuttosto rimarca come potrebbe essere varato in tempo utile per dare un aiuto a Berlusconi. La Chirico evidenzia come già diversi anni fa e per l’esattezza nel 2005 Napolitano spinse per avere l’indulto, il che vuol dire che non è un tentativo di salvare Berlusconi. Travaglio però si dice sicuro che le parole dette dai politici in merito non lo rassicurano sotto questo punto di vista. La parte finale della trasmissione vede il discutere sulla necessità di privatizzare o meno alcune aziende come nel caso dell’Alitalia che sta costando agli italiani qualcosa come quattro miliardi di euro.



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