STRISCIA LA NOTIZIA/ Strasburgo dà ragione ad Antonio Ricci sul fuorionda Vattimo-Busi del 1996

- La Redazione

La Corte Europea per i Diritti dellUomo si schiera dalla parte di Antonio Ricci. Lo Stato italiano, condannandolo, ha operato una ingerenza nel suo diritto alla libertà di espressione

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Antonio Ricci (InfoPhoto)
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La Corte Europea per i Diritti dellUomo di Strasburgo si schiera dalla parte di Antonio Ricci. Lo Stato italiano, condannando il creatore di Striscia la Notizia, ha operato una ingerenza nel suo diritto alla libertà di espressione garantito dall’articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dellUomo. La vicenda si riferisce a quanto accaduto nel 1996, quando il tg satirico di Canale 5 mandò in onda le immagini di un fuorionda Rai in cui la conduttrice di L’altra edicola scopriva che i suoi collaboratori non avevano chiesto al filosofo Gianni Vattimo una liberatoria per mandare in onda un litigio tra lui e lo scrittore Aldo Busi durante la registrazione della puntata. Ricci venne condannato in tutti e tre i gradi di giudizio perchè riconosciuto colpevole della violazione dell’articolo che vieta l’intercettazione e la trasmissione di comunicazioni confidenziali. La Corte di Strasburgo, pur riconoscendolo colpevole, ha stabilito che la pena non sarebbe dovuta essere detentiva (anche se poi è stata sospesa), quindi lo Stato italiano ha violato il diritto di Antonio Ricci alla libertà di espressione infliggendogli una pena sproporzionata al reato commesso. La Corte ha però negato il risarcimento di 50mila euro che Ricci aveva richiesto.

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“Sono felice per la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo”, ha detto il diretto interessato. “La condanna aveva veramente dell’incredibile, tra l’altro sia in primo che in secondo grado la Pubblica Accusa aveva chiesto la mia assoluzione. Una bella notizia per tutti, o quasi. Ringrazio chi all’epoca aveva preso posizione a mio favore, anche quelli che purtroppo non ci sono più”. Tra coloro che in questi anni si sono schierati dalla parte di Ricci ci sono Altan, Roberto Benigni, Enzo Biagi, don Ciotti, Giuseppe Conte, Maria Giulia Crespi, Cristiano De André, ElleKappa, Ernesto Ferrero, Dario Fo, Giorgio Forattini, Ivano Fossati, Pietro Garinei, Dori Ghezzi, Beppe Grillo, Angelo Guglielmi, Gina Lagorio, Loris Mazzetti, Nico Orengo, Gino Paoli, Renzo Piano, Fernanda Pivano, Franca Rame, Vasco Rossi, Sergio Staino, Vauro e Umberto Veronesi.

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