DOMENICA LIVE/ I genitori di Roberto Straccia contro l’archiviazione del caso: non si è trattato di suicidio

- La Redazione

Di voglia di vivere ce n’aveva da vendere. Non può essere scivolato in acqua: non era un bambino di tre anni”. Queste le parole di Rita Straccia, madre del giovane Roberto

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foto: Infophoto

Domenica Live, le parole dei genitori di Roberto Straccia – Di voglia di vivere ce n’aveva da vendere. Non può essere scivolato in acqua: non era un bambino di tre anni. Sono certa che non si sia suicidato. La sola ipotesi è che qualcuno gli abbia fatto del male e se c’è qualcuno che sa deve parlare. A parlare è Rita Straccia, madre di Roberto, il ragazzo di 24 anni il cui corpo senza vita è stato ritrovato a Bari a gennaio del 2012. La donna, intervenuta insieme al marito Mario nel corso della puntata andata in onda oggi di Domenica Live, commenta la dolorosa udienza per larchiviazione del caso, fissata per il prossimo 19 marzo. Roberto, originario di Moresco (Fermo), nelle Marche, era uno studente dell’università di Pescara, dove stava per laurearsi in lingue. E uscito di casa nel pomeriggio del 14 dicembre, intorno alle 14:40, per andare a fare jogging sul lungomare, come hanno poi testimoniato alcune telecamere presenti sul percorso. Roberto Straccia però scompare e, dopo ben 24 giorni, il suo corpo verrà ritrovato senza vita nelle acque di Bari. La causa della morte, avvenuta nel giorno stesso della sua scomparsa, è annegamento. Da quel giorno, i genitori di Roberto non si danno pace e sono ancora alla ricerca della verità: in più occasioni, anche insieme alla sorella del ragazzo, Lorena, hanno sempre respinto lipotesi del suicidio, anche se sul corpo del giovane non sono stati trovati segni di violenza o di sostanze tossiche. Di voglia di vivere ce n’aveva da vendere ha detto Rita Straccia a Domenica Live – Non può essere scivolato in acqua: non era un bambino di tre anni. Sono certa che non si sia suicidato. La sola ipotesi è che qualcuno gli abbia fatto del male e se c’è qualcuno che sa deve parlare. Era un studente diligente – ricorda ancora la madre  – ci sentivamo tutte le sere alle 10. E quella sera non rispose. Anche il padre Mario lancia un appello alle istituzioni: Mi rivolgo alla Giustizia, perché voglio sapere cosa è successo a mio figlio. Chiedo delle spiegazioni: con quali elementi parlano di incidente? Come è accaduto? Come mio figlio è uscito da quel porto? Come è arrivato fino a Bari?. 

Il momento in cui il corpo è stato ritrovato, conclude il padre del giovane, “è stata la cosa più brutta e degradante per un cittadino, perché ho fatto fatica ad accettare che fosse accaduto a me: ho saputo del ritrovamento del corpo di mio figlio tramite mia figlia che lo ha letto su internet”.



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