LE IENE SHOW/ Anticipazioni: Adriano Celentano, Sofia e la cura con le cellule staminali di Vannoni. Puntata 10 marzo 2013

- La Redazione

Nella puntata di questa sera, 10 marzo, de Le Iene Show, Giulio Golia torna a parlare della situazione della piccola Sofia, a cui sono negate le cure con le cellule staminali

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Ilary Blasi e Teo Mammucari - Infophoto

Questa sera, 10 marzo 2013, in diretta alle ore 21.25 su Italia 1, nuovo appuntamento con Le Iene show, condotto da Ilary Blasi, Teo Mammucari e la Gialappas Band. Tra i servizi di questa puntata, Nadia Toffa si occupa della prescrizione dellormone della crescita. La iena indaga sui presunti accordi presi tra informatori scientifici e alcuni medici, che accetterebbero denaro, premi, computer, regali, viaggi, in cambio della prescrizione di determinati farmaci piuttosto che di altri, in particolare dellormone della crescita. Nadia Toffa ha raccolto la testimonianza di alcuni medici, per capire come funziona questo meccanismo. Filippo Roma invece busserà direttamente alla porta del Presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedergli come mai, nonostante la legge preveda che sia possibile nominare un solo vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio, lui ne ha nominati due. La iena si chiede quali sono i costi del segretario in più nominato da Monti, visto che dal sito della presidenza del consiglio non è possibile saperlo, perché non sono stati pubblicati gli stipendi dei due vicesegretari. Giulio Golia torna a occuparsi della piccola Sofia, di cui le iene avevano già parlato nella puntata di settimana scorsa. Sofia è una bambina di 3 anni e mezzo, affetta da una malattia neurodegenerativa che provoca cecità, vomito, immobilità. A dicembre 2012 la piccola ha ricevuto la prima infusione di staminali con il metodo Stamina, dopo la quale ha iniziato a mostrare molti miglioramenti. Poco dopo, però, il giudice di Firenze ha deciso di bloccare la cura con il Protocollo Stamina e da allora Sofia è peggiorata ogni giorno di più.

Dopo aver visto il servizio de Le Iene, è intervenuto in favore di Sofia anche Adriano Celentano, che ha scritto una lettera al Corriere della Sera, indirizzata Ministro della Salute, Renato Balduzzi: “Signor ministro Balduzzi del ministero della Salute, l’altra sera ho avuto modo di vedere il programma Le Iene e ho provato un senso di schifo e di vergogna nel sentire, sullo sfondo di una sua foto, il freddo comportamento da lei espresso attraverso il filo del telefono, dove era chiaro che lei facesse finta di non sentire colui che dall’altra parte del filo, il bravissimo Giulio Golia, tentava con ogni mezzo di stanarla dalla finzione. Ma lei niente da fare“. Il Ministro ha poi dichiarato che la bambina potrà proseguire le cure con le cellule staminali, ma solo in un laboratorio autorizzato dallAifa, quindi, non con il metodo Stamina. Nella puntata di oggi, Golia tornerà a parlare con la mamma di Sofia, che continua peggiorare, per raccogliere un commento in merito alla decisione del ministro di impedirle il proseguimento della cura del professor Vannoni. 

Dopo aver cercato di parlare con Mario Monti, Filippo Roma si occupa dell’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei lavoratori), ente di ricerca controllato dal Ministero del Lavoro. La iena ha intervistato alcuni collaboratori che dichiarano come, da metà anni ‘90 fino al 2007, l’ISFOL abbia fatto lavorare presso di sé circa 200 persone con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (contratti co.co.co). I collaboratori, però, sostengono di aver avuto gli stessi obblighi e mansioni dei dipendenti (otto ore lavorative giornaliere, presenza quotidiana, obbligo di stesura del piano ferie). Nel 2007 L’Ispettorato del Lavoro ha compiuto un’indagine presso l’ISFOL: nei verbali viene stabilito che l’ISFOL deve versare all’INPS più di 1 milione di euro per la regolarizzazione dei contributi dei 210 collaboratori e come multa per il mancato versamento. Nel novembre 2012, Filippo Roma ha cercato di incontrare e intervistare, senza successo, Elsa Fornero, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel Governo Monti, per capire come mai non fosse stato ancora versato alcun contributo.

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