SERVIZIO PUBBLICO/ Santoro: Beppe Grillo è pronto a ballare come Papa Francesco? Puntata 14 marzo 2013

- La Redazione

Ieri sera a Servizio Pubblico, condotto come sempre da Michele Santoro, sono intervenuti Michele Emiliano, Mariastella Gelmini, Paolo Mieli e Tito Boeri

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Michele Santoro (web)
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La puntata di giovedì 14 marzo 2013 del talk show politico Servizio Pubblico condotto da Michele Santoro, con la collaborazione di Marco Travaglio, Giulia Innocenzi e Gianni Dragoni, si intitola Povero Paese e vede come ospiti il sindaco di Bari, nonché esponente del Partito democratico, Michele Emiliano, lonorevole Mariastella Gelmini, il presidente di RCS Libri Paolo Mieli e il docente di economia Tito Boeri. Come consuetudine della trasmissione incomincia con leditoriale di Michele Santoro (in ultima pagina il video) che, prendendo spunto dallelezione del nuovo Papa Francesco e la sua passione per il tango argentino, si rivolge al Movimento 5 Stelle e in particolare a Beppe Grillo domandagli se abbia deciso o meno di ballare, alludendo al fatto di appoggiare o meno il possibile governo di minoranza che Pier Luigi Bersani e tutto il Centrosinistra stanno cercando di far nascere. Il primo servizio, però, parla dellormai celeberrima manifestazione fatta dai deputati del Popolo della Libertà davanti al Tribunale di Milano per contestare i magistrati che a loro dire stanno perseguitando Silvio Berlusconi. A prendere la parola è Marco Travaglio che attacca latteggiamento del Popolo della Libertà e in parte anche del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che sta cercando di salvare tutto il possibile in questa delicata fase e non esponendosi troppo. La Gelmini difende loperato di Napolitano, mentre il sindaco Emiliano sottolinea come questa situazione evidenzi una volta di più come il Centrodestra pensi di non poter fare a meno di Silvio Berlusconi.

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Il discorso poi si sposta sulla questione relativa allo stabilimento della Bridgestone situato proprio nella vicinanze di Bari. Emiliano mette al corrente del fatto che in mattinata si è tenuta a Roma una importante riunione tra le vari parti coinvolte e sembra siano arrivati dei segnali positivi. Sulla questione, allargando però il discorso, interviene Boeri rimarcando come lassenza di un Governo non fa altro che sfavorire tutte le categorie del Paese a partire proprio dalle aziende fino ad arrivare alle famiglie. Inoltre, sottolinea come sia oggettivo che il Governo Tecnico presieduto dal professor Mario Monti abbia fatto molto bene in tantissimi ambiti anche se per quanto concerne il credito che le aziende vantano nei riguardi dello Stato non sia stato fatto alcunché e questo è un grosso problema perché può portare alla chiusura un numero sempre maggiore di aziende.

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Ovviamente la mancanza di un governo con possibile nuove votazioni magari in autunno non farebbe altro che creare una situazione di ancora maggiore difficoltà per le aziende che dovranno attendere più tempo per vedersi pagate delle commissioni eseguite diversi mesi fa. Mieli torna sulla questione della protesta del Pdl sottolineando come non sia una bella cosa. Torna ad affondare il colpo Travaglio che chiede quando sia possibile processare Berlusconi senza che si parli di giustizia a orologeria. Inoltre rimarca come sia impossibile non processarlo se un deputato come De Gregorio ammette di aver ricevuto soldi per votare la sfiducia al Governo Prodi. La Gelmini tenta una timida difesa ipotizzando come le dichiarazioni di De Gregorio siano false e lo stesso Pdl abbia smentito di aver versato 2 milioni di euro in nero a questultimo.

Si parla nuovamente della Bridgestone con in studio due operai dello stabilimento che sottolineano come questazienda riesca a produrre ogni anno utili per circa 6 milioni di euro e quindi lunico motivo che la sta spingendo a lasciare lItalia sia la mancanza di un governo stabile e serio. Uno dei due ammette di aver votato M5S e allo stesso tempo ora chiede che Grillo si confronti con le altre forze per risolvere il problema della gente. Il sindaco Emiliano sostiene che una possibile soluzione è quella di offrire il Governo al M5S con lappoggio del Partito democratico in maniera tale da dar vita a una qualcosa di davvero funzionale e duraturo nel tempo. Inoltre, vorrebbe che lo stesso Pd, per dare un segno di ciò che il popolo italiano vuole, rinunci agli oltre 40 milioni di euro di rimborso che gli spetterebbero. Mieli vorrebbe un governo che possa portare avanti degli obiettivi assolutamente imprescindibili mentre Boeri ritiene che il comportamento della Bridgestone sia decisamente abnorme. Inoltre, leconomista si dice daccordo con Grillo nel ritenere che occorra fissare a 5 euro netti allora il salario minimo dei lavoratori italiani qualsiasi sia il loro ruolo e settore di lavoro. 

Arriva puntuale come ogni puntata, l’approfondimento di Gianni Dragoni che questa volta cerca di fotografare al situazione delle aziende italiane e soprattutto un dato colpisce in particolar modo e ossia le 47mila aziende che almeno una volta sono state citate per non aver tenuto fede a un pagamento. Si parla poi della possibilità o meno che il M5S possa dare la fiducia al Partito democratico e stando alle dichiarazioni palesate in un servizio da alcuni neodeputati del Movimento, si capisce come ci siano poche speranze allo stato attuale delle cose. La Gelmini annuncia che il Pdl ha intenzione di presentare delle proposte di legge per il rilancio del lavoro giovanile, ma viene zittita da alcuni imprenditori del Veneto presenti in studio che evidenziano di non essere interessati al possibile processo di Berlusconi, ma soltanto di poter lavorare aggiungendo inoltre come siano oltre 20 anni che la politica fa solo proposte che poi non vengono mai seguite da fatti concreti. Infine, chiedono a Grillo di sedersi a tavolino per trattare giacché l’Italia non ha tanti mesi di autonomia.

Nelle ultime battute della trasmissione, prima delle vignette di Vauro, c’è tempo per Boeri per attaccare la Gelmini evidenziando come la gran parte della colpa della situazione economica del Paese sia del Pdl che ha voluto per forza di cose promettere all’Ue il pareggio di bilancio entro il 2013 e Emiliano che chiede il perché il Pdl non l’abbia tolto l’Irap durante i tanti anni di governo.

 



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