11 SETTEMBRE 1683/ Da Martinelli un regalo alla Storia (alla faccia dei libri di scuola)

- Gianni Foresti

Per certi versi il film di Renzo Martinelli, spiega GIANNI FORESTI, è perfettibile, ma parlare di un evento storico importante in un momento come quello attuale vuol dire essere coraggiosi

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Una scena del film

Non ricordo di aver mai studiato nei libri di storia scolastici la figura di Marco dAviano e la sconfitta dei musulmani che assediarono Vienna. Il film 11 settembre 1683, che parla del frate e della battaglia è arrivato nei cinema la scorsa settimana. A Milano è stato proiettato solo in due sale, non è un film di cassetta, non è stato concepito tale. Farà discutere? Sicuramente. In primis, perché pochi, anche nella Chiesa, sanno di questo pezzo di storia, e poi perché è politicamente scorretto in Italia far riaffiorare le verità storiche. In questo caso si può essere poi accusati di integralismo e di non dialogo con lIslam.

Il film lho visto, eravamo in 10 in una sala da 170 posti e uno spettatore è uscito a metà film. Sotto laspetto tecnico non è un gran film, sicuramente non ha avuto un budget elevato, gli effetti speciali sono modesti, così come le riprese della battaglia. Ci vuole però del coraggio per girare un film del genere in questo momento e il regista Renzo Martinelli ha avuto la costanza di perseguire e di concludere il suo progetto.

Più che di valore artistico della pellicola bisogna parlare del valore storico che essa esprime: se Vienna fosse caduta esisterebbe la Basilica di San Pietro? Con i se non si fa la storia, ma almeno quella accaduta bisogna conoscerla e non nasconderla. La figura del frate cappuccino Marco dAviano nel film non è approfondita, ma è essenziale: ogni sua azione e gesto era in nome di Dio, era per la Sua manifestazione. Il compito che il Padre gli aveva preparato era inimmaginabile, salvare il destino dellEuropa e della Chiesa. Non penso che il film abbia la pretesa di approfondire un dialogo con lIslam, ma neppure di tenere le distanze da esso.

stata raccontato nel film un periodo cruciale del la storia europea. Se critichiamo questa enunciazione dei fatti, come dovremmo giudicare i vari testi di storia alla Camera-Fabietti?

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