BARABBA LA FICTION/ Seconda puntata, il riassunto: Barabba si converte e muore in croce

- La Redazione

Ieri sera, 2 aprile, è andtaa in onda la seconda e ultima puntata della fiction Barabba, ispirata all’omonimo romanzo di Pär Lagerkvist e diretta da Roger Young

Barabba-Billy-Zane
Billy Zane nei panni di Barabba
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Ieri sera è andata in onda su Rai Uno la seconda e ultima puntata di Barabba, la fiction tratta dal romanzo omonimo di Pär Lagerkvist. Lunedì 1 aprile la prima puntata è stata seguita da 5.357.000 spettatori per uno share del 19,75%. Ecco il riassunto dell’ultima puntata di Barabba. La seconda parte della miniserie dedicata alla figura di Barabba (Billy Zane) ha avuto inizio con le scene drammatiche della settimana di Passione.Barabba, usando ogni stratagemma, cerca di sottrarsi all’arresto da parte delle forze militari romane, ma la sua vita e la sua sicurezza, sembrano inciampare continuamente nelle vicende personali di Gesù di Nazareth (Marco Foschi). Il profeta della Galilea è stato catturato e langue in carcere ormai avviato verso il compimento della sua missione: missione che Barabba non comprende. Lui vorrebbe allearsi con Gesù, usare il suo carisma per indurre il popolo alla rivolta contro gli oppressori, proclamarlo il vero Messia tanto atteso: invece tutto precipita. Barabba, accortosi d’essere braccato, cerca rifugio in casa di Ester (Cristiana Capotondi), dove la compagna, nella colluttazione con i soldati romani, subisce violente percosse.Così anche Barabba viene arrestato e questo grazie alla delazione di un traditore che lo vende, come Gesù. Il procuratore romano Ponzio Pilato (Filippo Nigro), dopo questo secondo successo, può sentire vicina la vittoria definitiva sui rivoltosi. La fine sembra inevitabile. Barabba incontra Gesù in carcere. Lo incita alla ribellione anche quando ormai l’epilogo della passione è vicino. Inaspettatamente la situazione muta. Gesù e Barabba vengono presentati alla folla urlante. Pilato, non convinto della colpevolezza di Gesù, tenta di liberarlo. Anche sua moglie Claudia (Anna Valle), intercede per la salvezza del profeta, anche se invano. Il popolo, istigato dai sommi sacerdoti, sceglie di salvare Barabba. Ma l’uomo non si dà pace. Non comprende il perché del sacrificio volontario di Gesù. Cerca spiegazioni ovunque. Rintraccia Pietro (Franco Castellano), rifugiatosi solo nel cenacolo. Lo interroga, ma le sue parole non lo convincono. Il Regno di Gesù non è quello che lui vorrebbe per i Giudei. La sua è sete di sangue e di vendetta.Ritrovata la sua donna, Ester, apprende della perdita del bambino che assieme aspettavano. Lei, serena nel dolore, ha trovato conforto nelle parole di Gesù e invita il compagno a fare altrettanto per ricambiare il dono della vita resogli proprio dal Maestro. Saranno proprio le parole della giovane ad accendere ancora di più la furia di Barabba che ormai ha deciso: prenderà il posto di Gesù proclamandosi davanti al popolo come il vero Messia, il liberatore, dichiarando guerra senza quartiere alle legioni romane e a Ponzio Pilato.Nel mentre, Claudia, la moglie del procuratore, non si da pace per la morte di Cristo. Sfugge al controllo del marito e alla scorta che le è stata assegnata. Rincorre ovunque i discepoli dispersi per avere spiegazioni più chiare su quanto accaduto e per capire come seguire Gesù, vista la forza che la sua morte ha sprigionato nei suoi seguaci e in una semplice donna come Ester, ormai dedita all’assistenza dei poveri e dei lebbrosi.Barabba raggiunge il campo degli zeloti. Il piano che ha in mente è audace: assassinare Ponzio Pilato per far cadere la Palestina nel disordine. I suoi sono sconvolti da quanto ascoltano, ma decidono di appoggiare la folle impresa. Mentre discutono, da Gerusalemme, un messaggero arriva al galoppo annunciando la risurrezione di Gesù. Barabba non ci crede. Pensa che il corpo sia stato trafugato dai discepoli. Torna come una furia a Gerusalemme, si reca al sepolcro ancora presidiato dai soldati romani. Si scontra con i discepoli. Nulla. Lo sconvolgimento è generale. I tumulti sembrano inevitabili.Ester muore lapidata per aver proclamato le parole del Vangelo. Barabba cerca di intervenire, ma i suoi sforzi risultano inutili: sono la follia e la violenza a prevalere. Per questo, il piano di uccidere Pilato deve essere attuato ad ogni costo. Tutto è pronto. In una via di Gerusalemme è atteso il transito della lettiga del procuratore. Gli zeloti aspettano il momento propizio. Quando s’accorgono che la scorta non è al comando del tribuno Valerio Flacco (Paolo Seganti), vorrebbero desistere, poi è la disperazione a prevalere e tentano il tutto per tutto. L’agguato fallisce miseramente e Valerio arresta Barabba. Pilato, soddisfatto, condanna Barabba all’ergastolo, non potendo mettere a morte un uomo graziato dal popolo. Sembra l’epilogo di tutto, ma la situazione precipita. Claudia, in preghiera sulla tomba di Ester, viene aggredita e percossa dalla folla inferocita contro i seguaci di Cristo. Morirà tra le braccia del marito il quale, altro non farà che perseguitare brutalmente i cristiani per cercare vendetta.

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Per Barabba non è ancora il momento della morte. Pilato viene richiamato a Roma, ma prima di essere trasferito, riesce a condannare il suo personale nemico ai lavori forzati sull’isola di Cipro. Dalle miniere dove langue, Barabba, verrà liberato: Pilato ha bisogno di lui, vuole ritrovare la nipote che si è unita ai Cristiani, in cambio avrà denaro e libertà. A Roma, dove si finge un innocuo mercante di stoffe, Barabba entra in contatto, non senza difficoltà, con la comunità cristiana che si riunisce in segreto nelle catacombe. Viene accolto tra i fedeli grazie alla presentazione fatta da Marco, il giovane segretario di Pietro. Pilato vuole sterminare i cristiani: incendia Roma e fa ricadere la colpa sui seguaci di Gesù. Barabba tenta di avvisare Pietro e i suoi seguaci, li prega di mettersi in salvo, nessuno crede ormai alle sue parole, lo considerano un traditore. Barabba, dopo aver compreso quale sia il suo destino, si presenta a Pilato e offre se stesso in cambio della salvezza di Pietro. Pilato accetta, ma Pietro vuole che sia il giovane Marco, l’evangelista, ad aver salva la vita. Prima della volontaria morte in croce, Barabba si rende conto della fede che la memoria di Gesù suscita trovando la conversione.

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