WALT DISNEY/ I sette nani di Biancaneve erano cocainomani

- La Redazione

I nomignoli dei sette nani rappresentano ognuno la descrizione dello stato di chi si droga, lo sostiene un docente americano. Ecco svelate le presunte connessioni

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Immagine di archivio
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A dirlo è un docente di storia della televisione dell’Università di New York, andato a caccia di messaggi nascosti nei cartoni della Disney. La sua ultima teoria è scioccante ma allo stesso tempo piuttosto ridicola: identificando lo slang, il linguaggio tipico dei drogati, con i nomi dei sette nani e della stessa Biancaneve, è arrivato alla conclusione che fossero tutti riferimenti alla cocaina. Non tenendo però conto che il film originale è del 1937 e se è vero che la cocaina era già diffusa, quel tipico linguaggio dei drogati invece sarebbe stato reso popolare molti anni dopo, dunque sarebbe vero piuttosto il contrario. Biancaneve allora è un evidente riferimento alla cocaina, la droga “bianca” per eccellenza. I nani invece: Doopey, il nostro Cucciolo, in slang significa fatto, come ogni drogato: Grumpy e cioè Brontolo è “irritabile” come lo sono i drogati in astinenza; Sneezy, Eolo, starnutisce come chi fa uso di coca; Happy, Gongolo, è felice come chi si è drogato; Bashful, Mammolo, vuol dire schivo come chi vive il disagio del cocainomane; Doc, Dotto, è tipico del senso di potere di chi si droga; Sleepy, Pisolo, rappresenta la spossatezza di chi è nello stadio più acuto di dipendenza.

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