NEONATO DOWN ABBANDONATO/ Il padre biologico condannato per pedofilia, in tv non si parla d’altro: ma in Italia?

- La Redazione

Il padre biologico di Gammy, il bambino thai con sindrome di Down nato da madre surrogata è stato condannato per pedofilia. La donna lo sfida intanto a un duello tv.

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Il piccolo Gammy (Web)

NEONATO DOWN ABBANDONATO: IN TV ALL’ESTERO NON SI PARLA D’ALTRO, E IN ITALIA? – Si arricchisce di particolari inquietanti la vicenda del piccolo Gammy piccolo Gammy nato da una madre surrogata in Thailandia e abbandonato dai genitori australiani dopo essere venuto alla luce con sindrome di Down e un disturbo cardiaco. Il padre biologico è stato condannato per pedofilia. Lo ha divulgato nella giornata di ieri l’emittente australiana Nine Network, secondo il quale la moglie dell’uomo ha riconosciuto che il marito fu condannato sedici anni fa per atti osceni con bambine minori di 13 anni e che ha scontato la pena in carcere. La donna tuttavia ha detto di essere a conoscenza della passata condanna, ma di considerare comunque il marito «una brava persona. I genitori biologici del piccolo Gammy che adesso ha sette mesi, che avevano pagato 15 mila dollari per avere un figlio dalla 21enne madre surrogata, sono accusati di averlo abbandonato, tornandosene in Australia solo con la sorellina gemella, nata in perfetta salute. I due, che non sono stati identificati ma vivono in Australia Occidentale, dicono di non essere stati a conoscenza del secondo nato. Stando a quanto raccontato dal padre ai mass media australiani, il dottore della clinica in cui ha partorito la madre thailandese avrebbe riferito alla coppia che era nata solo una bambina. Informata di questo da un giornalista australiano, la giovane madre surrogata, tale Pattharamon Chanbua, ha reagito con disappunto, dichiarando che aveva perdonato i due decidendo di tenere con sé il piccolo con la sindrome di Down, ma di aver cambiato idea e di voler intentare causa per danni. Ha accusato l’uomo di mentire e lo ha sfidato ad andare in Thailandia e a comparire con lei addirittura in televisione. Siamo davanti a un caso mediatico che non ha scaldato i nostri mezzi di comunicazione: i giornali e le televisioni hanno dedicato pochissimo spazio a questa vicenda, ma è pur vero che la programmazione tv mainstream è in vacanza. Come avrebbe trattato Barbara d’Urso questa notizia?Difficile dirlo, ma al di là di un prevedibile Da che parte stai? i programmi Videonews non sono molto abituati a trattare casi provenienti da aldilà delle Alpi, figuriamoci dall’Oriente. A meno che non si tratti di bambini. Probabilmente si inizierà a parlarne a partire da settembre, con Alessandra Mussolini in prima fila. Ma senza ombra di dubbio, la nostra tv dovrebbe dedicare più spazio alle persone diversamente abili.



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