SIMON WIESENTHAL/ Chi è l’ebreo la cui storia ha ispirato il film Max e Helena

- La Redazione

Simon Wiesenthal, l’ebreo che ha ispirato Max ed Helene: domani è la Giornata della Memoria, stasera Rai 1 propone in prima tv il film ispirato al famoso ebreo sopravvissuto all’Olocausto.

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(INFOPHOTO)

Stasera viene proposto in Prima Tv il film Max ed Helene. Film del 2015 diretto da Giacomo Battiato è ispirato alla vita di Simon Wiesenthal e racconta la storia dell’amore tra Max (Alessandro Averone) ed Helene (Carolina Crescentini). Sicuramente interessante ripercorre la storia di un uomo che è passato alla storia per la sua resistenza ai fatti della Seconda Guerra Mondiale e per essere sopravvissuto alla crudeltà dei campi di concentramento, ma soprattutto per quanto fatto dopo. Quando scoppia il conflitto Wiesenthal, ingegnere austriaco, vive a Leopoli in Polonia. Quando la sua famiglia viene catturata dai nazisti e molti dei suoi parenti imprigionati nei campi di concentramento Simon perde la libertà e la moglie che grazie a documenti falsi riesce a salvarsi. Documenti che si era procurata fornendo alla resistenza polacca gli schemi degli scambi ferroviari disegnati proprio dallo stesso marito. Quando viene liberato dalle forze americane il 5 maggio del 1945 Simon Wiesenthal pesa meno di 45 chilogrammi e l’esperienza di Mauthausen lo cambierà per sempre. Dopo un periodo di cure infatti inizierà a collaborare con l’esercito americano per raccogliere informazioni contro i criminali di guerra nazisti. Per far questo fonda insieme a trenta volontari il centro di documentazione ebraica che servirà proprio per raccogliere materiale. Operativo nell’aiuto alle vittime della guerra Wiesenthal dedicò l’intera vita alla raccolta di prove e fu fondamentale il suo apporto nella cattura di Adolf Eichmann, tra gli ideaotri dell’Endloesung, e in quella di Karl Silberbauer, ufficiale della Gestapo che aveva arrestato Anna Frank. Solo nel 1977 gli viene dedicata l’agenzia per la memoria sulla Shoah che viene nominata Simon Wiesenthal Center, atto alla promozione della consapevolezza sull’antisemitismo. Morì a Vienna il 20 settembre del 2005, lasciando di certo una macchia indelebile per la sua grande lotta durata tutta una vita.



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