JANE ALEXANDER/ Stanca della sua guida? (Monte Bianco – Sfida Verticale, Cordata Arancione, semifinale 30 novembre 2015)

- La Redazione

Jane Alexander è la concorrente della Cordata Arancione, che pian piano sta affrontando ad una ad una tutte le sue paure (Monte Bianco – Sfida Verticale, semifinale del 30 novembre 2015)

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Monte Bianco - Sfida Verticale in onda su Rai 2

Continua senza sosta il percorso dell’attrice Jane Alexander, che da qualche settimana nel reality Monte Bianco si sta confrontando con le sue paure e con la sua forza d’animo nell’affrontare prove sempre più dure. Affiancata dalla sua fedele guida alpina Roberto Rossi, Jane è riuscita ad affrontare varie difficoltà, risollevandosi difronte a ogni ostacolo. Jane, nella scorsa puntata di monte Bianco ha dovuto fare i conti con la sua paura per il vuoto, la prova vertigine, infatti, l’ha portata a Pré-Saint-Didier ma non per le piacevoli coccole termali, bensì per lanciarsi attraverso lo zipline sorvolando una gola con strapiombo di circa 200 m. Lo zipline è una fune di acciaio saldamente ancorata su due supporti a livelli sfalsati che consente di sorvolare aree difficilmente accessibili o arrivare da una parte all’altra semplicemente utilizzando una fune. Il meccanismo sfrutta la forza di gravità che, nei casi più estremi, può spingere un passeggero fino ad arrivare a una velocità di ben 191 Km/h. Jane, terrorizzata dal lungo volo, si è lanciata stringendo forte i pugni ed è riuscita a restare sospesa nel suo percorso fino al punto di ritrovo. Qui, dopo la grande scossa di adrenalina, ha dovuto raccogliere tutta la sua concentrazione per completare la seconda parte della prova. I concorrenti, infatti, dopo la discesa, hanno dovuto soppesare una serie di sacchettini di peso simile ma leggermente differente, al fine di selezionare quello che poteva sembrare a prima vista il più pesante. La cordata in possesso del sacchetto più leggero, invece, avrebbe avuto una penalità.

Jane Alexander, partita per ultima dopo aver rispettato i tempi di classifica della prova della settimana precedente, nella quale non aveva brillato a causa della sua crisi ad alta quota, è riuscita comunque a scegliere, fra i sacchettini rimasti, uno dei più pesanti, riuscendo a scansare la penalità per pochissimi grammi. Jane Alexander, poco prima della prova classifica, ha elogiato Andrea Perrod, guida alpina di Filippo Facci, per la sua pazienza e la sua voglia di spiegare le cose, lamentandosi in maniera molto sottile di Roberto Rossi che, invece, vuole vederla sempre più autonoma. Successivamente tutte le cordate si sono recate a Courmayeur dove una funivia ha portato i concorrenti fino allo storico rifugio Torino, noto a escursionisti e guide alpine poiché luogo di accoglienza di molte esplorazioni. Da qui, lentamente, gli alpinisti hanno raggiunto il ghiacciaio al confine fra Francia e Italia, protagonista della prima prova classifica ad alta quota. Per la prova, le cordate hanno dovuto cercare fra la neve i propri attrezzi, attraversare un tratto del ghiacciaio utilizzando le preziosissime tecniche del camponage, apprese il giorno prima proprio al campo base, e successivamente calarsi in un crepaccio. Di fronte al gesto di Facci che ha tenuto per sé la gavetta e la penalità che ne derivava, tutte le squadre si sono accordate per scavare in contemporanea alla ricerca dei ramponi e di partire allo stesso momento. Tuttavia Dayane, che ha ricevuto i suoi ramponi dalla cordata rossa, ha deciso di sfruttare il suo vantaggio e di partire prima degli altri. Jane Alexander, davanti alla squadra rossa alla ricerca dei propri ramponi, ha scelto di aspettare fino all’ultimo quando, costretta, ha deciso di partire. Molto fluida durante la prova del crepaccio che le ha consentito di ottenere un tempo accettabile, si è salvata dal duello verticale.

Jane Alexander ha sfidato, giorno dopo giorno, tutte le sue paure, dimostrando di potersi confrontare con tutti gli elementi presenti in montagna. Tenace sulla neve, coraggiosa in alta quota, non si è mai fermata nemmeno difronte alle cascate ghiacciate e ai toboga. Forte della sua grande voglia di sentirsi parte di un gruppo, riconosce e apprezza il gioco di squadra, cosa che le ha consentito sempre di giocare in maniera corretta, tenendo conto degli altri. Supportata dalla sua guida alpina Roberto Rossi potrebbe arrivare molto lontano, anche se a volte si è dovuta scontrare con un velo di emotività. Per le sue caratteristiche fisiche e la sua capacità di non perdersi d’animo, potrebbe essere una possibile candidata alla sfida finale che vedrà il vincitore raggiungere la vetta del Monte Bianco.

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