Tutto può succedere / Prima puntata: analisi e commento. Una fiction che rompe gli schemi (Oggi, 27 Dicembre 2015)

Via il buonismo, solo buoni rapporti fra fratelli. Una storia che segna il confine con le vecchie fiction e cerca di rappresentare una realtà più simile a quella quotidiana.

28.12.2015 - La Redazione
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Pietro Sermonti

Tutto può succedere, commento prima puntata: una fiction che rompe gli schemi (Oggi, 27 Dicembre 2015) – E’ appena andato in onda su Rai uno il primo episodio della fiction “Tutto può succedere”, tratto dalla serie televisiva statunitense “Parenthood” e diretta da Lucio Pellegrini. La fiction riporta sugli schermi un volto molto amato dai fan del piccolo schermo, quello di Pietro Sermonti, con un personaggio positivo, a tratti drammatico, che nella sua vita ha spesso dovuto fare a pugni con una figura familiare molto ingombrante, quella di suo padre Ettore Ferrari. Lui, più dei suoi fratelli, subisce il confronto con il genitore e spesso si trova a rinnegare i suoi metodi educativi, ma sempre senza oltrepassare i limiti e dimostrando di avere bisogno della sua forza. La famiglia è la grande protagonista di questa fiction e se ciò a prima vista può sembrare un tema già affrontato, la grande novità sta nel fatto che con “Tutto può succedere” si portano, sul piccolo schermo, le vere problematiche di una famiglia come tante, fatta di personalità ingombranti, invadenti e spesso dominanti. I bisticci sono quelli tipici tra fratelli, ai quali si perdona tutto, e mostrano il rapporto con chi conosce quella parte intima che si fa difficoltà ad ammettere anche a sé stessi. I personaggi della serie tv sono stati ben caratterizzati attraverso descrizioni molto vicine alla realtà quotidiana, ritroviamo l’immaturità nell’essere adulti, la difficoltà di unire carriera e maternità, il confronto con i problemi dei figli e la voglia di ricominciare da zero. Tutto può succedere spezza quel nastro sottile di buoni sentimenti che fino ad ora ha impacchettato quasi tutte le produzioni italiane e rompe gli schemi del buonismo affrontando la realtà. La famiglia è sempre il punto di partenza e di ritorno, ma è fatta da individui comuni che, il più delle volte, corrono il rischio di sbagliare poiché avvolti da quella quotidianità che travolge e mette alla prova tutti. Quella di tutto può succedere, in definitiva, è una famiglia nella quale si possono trovare i più comuni vizi e difetti e dove i figli spesso si ribellano ai padri per segnare il confine della propria personalità. Non solo buoni sentimenti, quindi, ma una pagina di vita quotidiana come non se ne vedevano da tanto. (Fabiola Iuliano)



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