Grey’s Anatomy 11 / Anticipazioni: Meredith cerca una babysitter per andare a Washington. Video anteprima scena (puntata 23 marzo 2015)

- La Redazione

Grey’s Anatomy 11, anticipazioni puntata 23 marzo 2015 dal titolo “All I Could do Was Cry”: Meredith cerca di trovare una baby sitter per poter andare a Washington da Derek

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Alla fine la prova più dura per April e Jackson è arrivata: è il momento della nascita del loro primogenito, che soffre di una malattia rarissima, l’osteogenesi imperfetta. In una delle scene a cui assisteremo stasera, 23 marzo 2015, nella nuova puntata di Grey’s Anatomy 11×11 “All I Could Do Was Cry”, si vede la giovane chirurga partorire, con suo marito al suo fianco e ovviamente aiutata e supportata dalla dottoressa Nicole Herman, che ha seguito la coppia in tutto il percorso. Inizialmente, dopo l’arrivo di Catherine – la mamma di Jackson – al Grey Sloan Memorial, il consiglio della suocera sembra la strada più corretta da seguire: Catherine propone di indurre il parto in un giorno prestabilito, accogliere il nascituro, battezzarlo in Dio e aspettare di salutarlo un’ultima volta. Ma una volta che la dottoressa Herman consegna le carte da firmare ad April, la chirurga futura mamma si tira indietro. Che cosa, o chi, le farà cambiare idea? Nel video si vede anche il momento in cui il piccolo viene battezzato e gli viene dato il nome… Clicca qui per vedere la scena. 

Alex e Meredith saranno protagonisti di uno dei loro piccoli battibecchi, che si portano dietro fin da quando hanno iniziato la specializzazione e che animano lo show di Grey’s Anatomy. Nella nuova puntata della serie tv creata da Shonda Rimes in onda oggi, 23 marzo 2015, e intitolata “All I Could Do Was Cry” Meredith sta cercando qualcuno che tenga d’occhio Zola e Bailey cosicché lei possa andare a Washington D.C. a trovare Derek, impegnato con il lavoro dal Presidente. La dottoressa Grey ricorda ad Alex che lui, ormai – dopo la partenza di Cristina – è la sua persona e che la Yang l’avrebbe certamente aiutata. Karev, del canto suo, le dice che farebbe meglio a lasciarli da Joe e per caso Maggie ascolta la conversazione, dal momento che i due si avvicinano al bancone dove lei è appoggiata a scrivere. Capendo che Meredith è in difficoltà, si offre di intervenire, dal momento che anche lei è “una persona”, ma raccoglie solo lo sguardo sconsolato del chirurgo pediatrico che non sa spiegare lo slang della Grey…Clicca qui per vedere il video sneak peek di 11×11 “All I Could Do Was Cry”.

Stasera, lunedì 23 marzo 2015, va in onda un nuovo appuntamento con l’undicesima stagione di Grey’s Anatomy: Fox trasmetterà l’undicesima puntata, intitolata “All I Could Do Was Cry”. Prima di scoprire le anticipazioni, ecco cosa è successo la scorsa settimana: April (Sarah Drew) si sottopone a un test per capire se l’osteogenesi imperfetta sarà di tipo II o III, conscia che anche se sarà del III tipo, il meno grave, richiederà comunque una serie d’interventi complicati e un percorso per niente semplice. Temendo il peggio, Jackson (Jesse Williams) vorrebbe che parlassero di cosa fare nel caso in cui si dovesse invece scoprire che è del tipo II e quindi fatale tuttavia April si rifiuta di affrontare il discorso perché ha già capito che, se le paure di Jackson si dovessero rivelare fondate, il marito preferirebbe interrompere la gravidanza mentre lei è assolutamente intenzionata a tenerlo in entrambi i casi.

April chiama allora la madre Karen (Connie Ray) per avere un conforto ma la situazione peggiora perché la donna continua a ripeterle che Dio le ha dato un’unica scelta e che non dovrebbe neanche ritirare i risultati dell’esame, scontrandosi con Jackson. Tra le urla del marito e della madre, April esplode e ordina a entrambi di limitarsi a stare zitti. Per avere tutte le visioni trasversali possibili del tumore, Amy (Caterina Scorsone) sottopone Nicole Herman (Geena Davis) ad altri esami. Mentre la piccola Shepherd ragiona sul da farsi studiando l’insieme di approcci diversi che dovrà applicare in contemporanea, Nicole racimola le più incredibili procedure chirurgiche che riesce a trovare per addestrare Arizona (Jessica Capshaw) prima che il tumore le renda impossibile trasmettere ad altri le sue conoscenze mediche. Meredith (Ellen Pompeo) deve operare una donna, Adrian Nelson (Cheryl Francis Harrington), per un tumore al fegato e chiede la compagnia di Miranda (Chandra Wilson). Purtroppo una volta in sala operatoria le due si rendono conto che il tumore si è esteso con una rapidità impressionante rendendo le radiografie obsolete e impedendo loro di utilizzarle come guida per avere la visibilità necessaria ad asportare la massa senza mettere in pericolo la vita della paziente. Sono quindi costrette a richiudere la paziente e a richiedere un consulto a Maggie (Kelly McCreary) perché il tumore si è arrotolato intorno alla vena che si estende dal fegato al cuore.

Le risonanze mostrano comunque un’immagine incompleta e non permettono a Meredith di avere una visione d’insieme dell’estensione del tumore finché non arriva l’intuizione geniale: stampare il tumore con la stampante 3D in modo da avere un modello concreto e anatomicamente corretto da manipolare per vederlo in tutte le sue dimensioni. 

Owen (Kevin McKidd) e Callie (Sara Ramirez) si godono una rilassante serata al bar quando Callie intravede la rappresentante di una società che ha proposto loro dei trasduttori per il progetto degli arti robotici per veterani amputati e suggerisce a Owen di ributtarsi nella mischia perché durante l’incontro del mattino la donna ci ha provato spudoratamente con l’amico. A sorpresa però scopre che la donna stava flirtando con lei e le propone di passare soltanto una notte insieme, ma lei non si sente ancora pronta a causa del recente divorzio e scappa via dal bar. Dopo dieci interminabili ore di stampa e confessioni notturne sulle difficoltà di dormire o meno da sole senza un partner accanto, Meredith, Maggie e Miranda hanno finalmente tra le mani il loro modello 3D del tumore e cominciano a studiare i possibili approcci insieme agli specializzandi. Anche Alex (Justin Chambers) si aggiunge al gruppo e suggerisce una sua idea su come procedere così, passo dopo passo, ciascuno porta il suo contributo per costruire l’approccio migliore.

I ragionamenti sono ancora in corso quando Adrian comincia a perdere sangue e deve essere portata immediatamente in sala operatoria, ma le cose sono rese più complicate proprio dal sangue e dalle aderenze che ostacolano la visibilità così le dottoresse devono affidarsi al solo modello in 3D per risolvere un’emergenza improvvisa. Il risultato è un’asportazione perfetta e completa. Osservando l’operazione di Adrian, Stephanie (Jerrika Hinton) ha un’intuizione sulla procedura che Amy vorrebbe utilizzare per il tumore di Nicole e questo incoraggia la Shepherd sul fatto che sta percorrendo la strada giusta perché non è più la sola a capire quello che ha in programma di fare. Callie si confida con Owen su quanto accaduto con la rappresentante e gli racconta i suoi timori sull’aver consumato la quantità di felicità che le era stata riservata affinché durasse per la sua intera vita. Alla fine della giornata, ognuno affronta la propria solitudine ma Meredith decide di cambiare le regole e telefona alla sorella Maggie per una chiacchierata notturna. Il mattino seguente, April e Jackson sono nello studio di Nicole e attendono di conoscere i risultati tenendosi per mano ma il viso di Arizona, che precede di qualche minuto l’arrivo di Nicole, fa già presagire che il responso non sarà positivo.

Grey’s Anatomy 11, trama puntata 23 marzo 2015 – April e Jackson devono cominciare ad affrontare la delicata situazione del loro bambino e prendere la decisione più difficile della loro vita. Dopo Karen, anche Catherine (Debbie Allen) raggiunge i ragazzi a Seattle, ma in ospedale si imbatte in Richard (James Pickens Jr) col quale ha ancora delle questioni in sospeso. Intanto Meredith cerca qualcuno che si occupi dei bambini per un weekend in modo da poter andare a trovare Derek (Patrick Dempsey) a Washington. Amy inizia a collaborare con Stephanie trasmettendole la passione per il suo lavoro.



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