CHI L’HA VISTO?/ Replica e riassunto. Guerrina Piscaglia e gli indizi contro Padre Graziano (puntata 13 maggio 2015)

- La Redazione

Ieri, mercoledì 13 maggio 2015, è andata in onda una nuova puntata del programma in onda su Rai Tre Chi l’ha visto?. Vediamo insieme cosa è successo.

chilhavisto_sciarelliR439
Chi l'ha visto?, conduce Federica Sciarelli

Nella puntata di mercoledì 13 maggio 2015 della trasmissione di approfondimento Chi lha visto? condotta su Rai Tre da Federica Sciarelli si parla di diversi casi di cronaca. Non si ci si poteva non soffermare nuovamente sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia. Gli inquirenti ormai sono convinti che la donna sia stata uccisa e Padre Graziano è finito in carcere. Ma quali sono gli indizi contro di lui? Delle novità importanti sono arrivate proprio in questi giorni e riguardano il rinvenimento di alcuni appunti del sacerdote in cui si leggono dei messaggi molto particolari.

Tra le righe troviamo frasi del tipo “Guerrina non c’è più”, errori grammaticali come quelli che comparivano sui messaggi partiti dal cellulare di Guerrina dopo la sua scomparsa, ad esempio “marochino” scritto con una sola c, e infine anche l’indicazione piuttosto inquietante del fatto che il cellulare sarebbe finito in acqua insieme al libretto delle preghiere. Dunque Guerrina è stata nascosta in un posto dove c’è vicino dell’acqua? Gli inquirenti stanno cercando di capire quali sono i possibili nascondigli che l’assassino potrebbe aver scelto per far sparire il corpo della donna nei dintorni di Ca’ Raffaello. Ma c’è anche dell’altro. Padre Graziano, sempre nei suoi appunti affermerebbe di essersi innamorato di una donna incinta che gli avrebbe fatto spendere un sacco di soldi. C’entra forse qualcosa con Guerrina? Infine, la storia della prostituta è un altro macigno che incombe sulla testa di Padre Graziano. Quest’ultima infatti avrebbe raccontato di essere stata minacciata dal sacerdote, che le avrebbe intimato di non parlargli più di Guerrina, altrimenti le avrebbe fatto fare la stessa fine.

Altra storia, non meno tragica, è quella di due ragazzi, Luigi Cerreto e Alessandro Sabatino, che sono scomparsi dopo essere andati a cercare lavoro lontano da casa. I due ragazzi erano andati a fare i badanti in una villa di Siracusa, dopo aver risposto a un annuncio su internet. Poi, una volta lì, si erano resi conto che il padre del loro datore di lavoro, Giampiero Ricci, veniva maltrattato. Così davanti all’amministratore di sostegno, Alessandro aveva firmato un documento in cui si raccontava dei maltrattamenti che l’anziano subiva. Solo tre giorni dopo i due ragazzi sarebbero scomparsi, dopo aver fatto un’ultima telefonata di auguri per la festa della mamma. L’avvocato delle due famiglie, Scrofani, è venuto ospite in trasmissione e ha spiegato che ora c’è un indagato per duplice omicidio ed è proprio il datore di lavoro di Luigi e Alessandro. Il neo presidente di Penelope Sicilia era anche lei presente in trasmissione. Purtroppo come spesso accade quando scompaiono persone adulte, le cose si sono mosse lentamente, ma le famiglie avevano capito che qualcosa non andava perché tutto quel silenzio da parte dei due ragazzi non era possibile. Il padre di uno dei due giovani ha addirittura raccontato che i carabinieri gli avevano detto di aver trovato suo figlio in Sicilia e addirittura di averci parlato, ma a quanto pare non era vero.

Luigi e Alessandro sono scomparsi il 12 di maggio dello scorso anno e il fratello dell’uomo dove vivevano, Maurizio, che li doveva ospitare, ha fatto denuncia due giorni dopo. Il motivo di ciò sarebbe stato a suo dire uno strano presentimento che aveva, cioè che Ricci li avesse uccisi o fatti uccidere. In rete è stata trovata anche una cosa scritta il 20 marzo da questo signore ora indagato. Il messaggio è un post di Facebook e dice che ora hanno esagerato e che lui è intenzionato a tornare peggio di quello che era, dando dei bastardi a delle persone non specificate. Ovviamente non sappiamo se si riferisse proprio a loro due, ma è significativo che parli in questo modo di qualcuno. Gli inquirenti sono andati ora a cercare nel cortile della casa, c’è andata in particolare la polizia scientifica insieme ai cani, per cercare se proprio lì possano essere stati nascosti dei corpi. Ormai infatti anche gli inquirenti sono convinti che non si tratti più di un allontanamento volontario. Il procuratore ha spiegato infatti che se fossero vivi i due ragazzi si sarebbero ormai fatti sentire o comunque si sarebbero trovate loro tracce.

Invece c’è il buio totale dal 12 maggio di un anno fa. Anche l’auto di Ricci è stata sequestrata e portata via per essere analizzata con il luminor. Dal passato riemerge un’altra storia di scomparsi. E’ il mese di novembre del 1983 e Marco Accetti si avvicina a un bambino di nome Stefano e gli propone di andare a fare delle foto nel suo studio. Un mese dopo un altro ragazzino, Josè, all’Eur esce di casa e viene trovato in fin di vita presso la pineta di Ostia. Il piccolo è stato investito e quella sera proprio Accetti viene fermato e sostiene di aver investito il bambino senza essersi neanche accorto, pensando che fosse un sasso o un albero. Ma come era arrivato Josè in quella pineta così lontano da casa? Probabilmente il ragazzo era stato condotto lì proprio da Accetti, poi avrebbe tentato di scappare e lui lo avrebbe ucciso.

La mamma del bambino pensa questo. Intanto Accetti è stato però assolto dal reato di sequestro di persona e pedofilia, mentre è stato condannato solo per l’omicidio, che secondo i giudici è stato un semplice incidente stradale. Poi però, lo stesso Accetti è stato indagato per la scomparsa di un altro dodicenne, Bruno, che abitava vicino ad Accetti e che somigliava molto a Josè. Gli inquirenti, la sua fidanzata e i parenti parlano di ossessioni per via delle violenze subite da bambino. Ma perché non continuare a indagare sulla scomparsa di Bruno? Perché non si continua a cercarlo e casi come questo vengono archiviati senza aver trovato una soluzione?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori