CSI – SCENA DEL CRIMINE 15/ Anticipazioni puntata 11 giugno 2015: si indaga su omicidio commesso con della vernice

- La Redazione

CSI – Scena del crimine 15, anticipazioni puntata 11 giugno 2015: la squadra indaga sulla morte di una ragazza che sembra sia stata uccisa usando della vernice argento

csi-scena-del-crimini_R439
CSI - Scena del Crimine

Stasera, giovedì 11 giugno 2015, Fox Crime torna ad ospitare la quindicesima stagione di CSI – Scena del crimine: verrà trasmessa la sedicesima puntata, dal titolo The Last Ride. Le anticipazioni rivelano che si indaga sulla morte di una giovane donna, il cui cadavere viene ritrovato ricoperto di vernice argentata, che si scopre essere anche l’arma del delitto, dal momento che la donna è stata annegata proprio in essa. Gli indizi portano a credere che la giovane fosse divenuta il giocatolo di qualcuno, e che la cosa sia infine degenerata. Si indaga sulla sua via e si scopre che era alquanto selvaggia, tra droghe e vita spericolata, che ovviamente i suoi genitori non approvavano, non riuscendo quasi mai a mettersi in contatto con lei. La svolta arriverà però proprio dalla vernice, elemento centrale in questo caso.

Un gruppo di uomini aggredisce un senzatetto, quando improvvisamente spunta dal nulla un buon samaritano che lo trae in salvo. Il giorno seguente però un negoziante trova il cadavere del presunto supereroe. E’ stato ucciso a mani nude, picchiato a morte. Indossava un costume al momento della morte, ma purtroppo il senzatetto non è di grande aiuto nell’identificarlo. Credeva addirittura si trattasse di Batman. Non è propriamente lucido e soprattutto non ha mai visto i volti delle persone che lo hanno aggredito la notte precedente. Tutti loro infatti avevano il volto coperto, e nessuno di loro ha rimosso il passamontagna per tutto il tempo del pestaggio. Nel quartiere però non pare affatto difficile ottenere informazioni in merito. Si tratta di una banda che tutti hanno iniziato tristemente a conoscere. E’ da qualche settimana che si aggira in quella zona e si sono già fatti una discreta nomea. Delle immagini da un sistema di sicurezza mostrano come abbiano fatto irruzione in un banco dei pegni la stessa notte in cui il samaritano è stato fatto fuori.

Il proprietario del negozio è stato almeno in grado di fornire una descrizione di una delle persone coinvolte nel gruppo. Il giovane che viene indicato però non era neanche lontanamente vicino al vicolo in cui è stato ucciso il supereroe. A questo punto la squadra non può che arrivare a una conclusione, ovvero che il quartiere è terrorizzato, magari senza saperlo, da più di una squadra. Si prova a conoscere meglio i ragazzi coinvolti, ovvero gli amici di Brad. Questi era un ragazzo molto sensibile, cresciuto con i fumetti, e quando si è reso conto, con i suoi amici, che in fondo avrebbe potuto rendere reale quel mondo di grandi uomini, non si è tirato indietro. I suoi genitori erano costantemente preoccupati per lui, e odiavano ciò che faceva. Fermarlo però era impossibile. 

In laboratorio si scopre che il pestaggio non aveva nulla a che fare con la morte, e probabilmente chi lo ha picchiato non è la stessa persona che lo ha ucciso in seguito. Nessun indizio però riesce ancora a dare la svolta decisiva alle indagini, e si ruota intorno a un pickup rosso visto nei pressi della scena del crimine all’ora dell’omicidio. Facendo alcune domande non risulta difficile scoprire il nome del proprietario del furgone, Tony Agrerro, soprattutto perché è scritto sulla fiancata del mezzo. A questo punto ci si chiede perché Tina e Scott, gli amici di Brad, non gli abbiano detto nulla, e la risposta arriva dopo poco. In casa di Agrerro Nick (George Eads) e gli altri trovano soltanto il suo cadavere, smembrato, e così sospettano che i ragazzi, scoperto chi fosse, abbiano preceduto le forze dell’ordine. Sanders (Eric Szmanda) ritiene d’aver quasi incitato i ragazzi, parlando di un pickup rosso, facendo credere loro d’avere le prove che il proprietario fosse implicato nel pestaggio e nella morte di Brad, quando in realtà si trattava di una semplice pista da dover seguire. Loro avrebbero dunque potuto usare gli attrezzi da cantiere dell’uomo per farlo facilmente a pezzi.

In seguito però viene dimostrato che i loro alibi reggono e che non erano lì al momento della morte dell’uomo. Torna però a dare il proprio contributo Roger, il senzatetto aiutato da Brad, che in qualche modo prova a sdebitarsi col giovane benefattore morto. Ha infatti rinvenuto l’arma del delitto, il che rappresenta ovviamente una vera e propria svolta nelle indagini. A rappresentare l’elemento più importante però è il dove l’abbia trovata, ovvero nel cassonetto dei rifiuti di un’abitazione. Nessuno però getta una cosa del genere nei propri rifiuti, sarebbe fin troppo stupido ma, una volta giunti sul posto, gli agenti sono andati a caccia di telecamere, ed eccone spuntare una. Le riprese mostrano così chiaramente chi possedeva l’arma del delitto, e si tratta del patrigno di Brad. In pratica non voleva ucciderlo, ma soltanto spaventarlo a morte e insegnargli una lezione. Ha assoldato Tony e la sua banda di amici per picchiarlo duramente, così da fargli passare la voglia di fare il giustiziere mascherato. Brad però non era uno stupido e ben conosceva le idee del patrigno, il quale però, non vedendolo tornare filato a casa, ha iniziato a preoccuparsi.

E’ andato così a cercarlo e quando si sono incontrati Brad gli ha detto di sapere tutto, e che era conscio del fatto che l’avesse fatto pestare. Intendeva dire tutto a sua madre, ma l’uomo non poteva permettergli di rovinare tutta la sua vita, e per questo lo ha ucciso, per poi andare a casa di Tony e fare lo stesso anche con lui. Alla fine però, una volta risolto il complesso puzzle, l’uomo ha anche l’ardire di non definirsi un killer, ma una semplice vittima degli eventi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori