FRANCESCA MICHELON/ Figlia illegittima di Stefano D’Orazio dei Pooh? A Domenica Live le dichiarazioni della ragazza (oggi, 24 gennaio 2016)

- La Redazione

Francesca Michelon è figlia di Stefano D’Orazio? A Domenica Live si parlerà della 31enne che sostiene di essere figlia del batterista dei Pooh e che vuole da lui 2 milioni e mezzo di euro

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Pooh - Infophoto

E la sua storia sono al centro del dibattito che a Domenica Live si tiene a Domenica Live sul tema dei figli illegittimi. Barbara D’Urso ha chiamato a discuterne diverse persone accomunate dalle loro rivendicazioni nei confronti di genitori illustri: da Diego Armando Junior a Manuela Villa passando per Francesca Tartaglia, che afferma di essere figlia di Liza Minelli. Oltre a riportare le dichiarazioni della ragazza che afferma di essere figlia di Stefano D’Orazio dei Pooh ed a riassumere la sua vicenda, la presentatrice a chiesto ai suoi ospiti il loro parere e di raccontare a loro volta cosa hanno provato loro, che hanno vissuto la stessa esperienza.

Domenica Live si occupa oggi, 24 gennaio 2016 del caso di Francesca Michelon, la 31enneromana che afferma di essere la figlia illegittima di Stefano D’Orazio dei Pooh. Il padre della ragazza, Diego Michelon, lavorò come tecnico del suono per la band e un test del dna effettuato nel 2013 ha stabilito che la ragazza non è sua figlia. Francesca sospetta di essere figlia del batterista dei Pooh a seguito delle rivelazioni fattele dalla madre, che nel 2006 le raccontò di aver avuto una relazione con Stefano D’Orazio tra il 1983 e il 1984, mentre stava attraversando una crisi coniugale. Quando scoprì di essere incinta lo disse subito al musicista che, secondo quanto raccontato dalla donna, decise quindi di troncare il loro rapporto. Francesca aveva chiesto, attraverso i suoi avvocati, che l’artista si sottoponesse al test di paternità. D’Orazio però non si è presentato all’incontro, fissato per il mese di gennaio. Il batterista sostiene di aver avuto solo alcuni incontri con la madre di Francesca, di cui solo uno nel 1984. Gli avvocati di D’Orazio hanno chiesto che venga invalidata la sentenza di disconoscimento del Tribunale di Venezia, senza la quale non sarebbe valida nemmeno la successiva causa di riconoscimento. I legali della Michelon invece chiedono all’artista un mantenimento retroattivo pari a due milioni e mezzo di euro.



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