WALT DISNEY/ Lo studio: i sette nani e Mary Poppins sono una rappresentazione falsa della realtà

- La Redazione

Secondo una ricerca di una università americana i personaggi dei film di Walt Disney rappresenterebbero una realtà falsata non corrispondente alla vita vera. Il commento di PAOLO VITES

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Immagine di archivio

Ricercatori della Duke University della North Carolina hanno fatto uno studio approfondito per dimostrare che i personaggi dei famosi cartoni animati di Walt Disney in fondo in fondo sono personaggi immaginari, non realistici, che danno una idea buonista e ottimista di una realtà ben diversa. Per arrivare a questa ardua sentenza hanno guardato 32 film la gran parte della Disney, tutti film che negli anni hanno incassato centinaia di milioni di dollari e in alcuni casi vinto anche degli Oscar. Diciamo che impegnarsi in ricerche che hanno come svolgimento godersi dei classici della storia del cinema non deve essere stato così impegnativo e stressante come certi altri studi scientifici, ma insomma, come diceva John Belushi, “è uno sporco lavoro e qualcuno deve farlo”. Alla fine di cotanto impegno i ricercatori hanno sentenziato che i sette nani in realtà non potevano essere così simpatici, ottimisti, sorridenti perché chi diavolo va a lavorare in miniera come facevano loro così contento? Anche Brontolo il nano arrabbiato non è abbastanza arrabbiato secondo loro. Per non parlare del leggendario Bert, l’amico spazzacamini di Mary Poppins che con il lavoro orribile che faceva, spazzare appunto dei camini, non poteva essere gioioso come appare nel film e cantare punte una simpatica e divertente canzone sul fare lo spazza camino. Insomma, i personaggi dei cartoni percepiscono i loro lavori miserabili come qualcosa di positivo e divertente. A questo punto forse a qualcuno dei ricercatori doveva venire il dubbio che ovviamente quelle rappresentazioni non potevano essere realistiche dato che si tratta di fiabe per bambini a cui mostrare la vita durissima e mortale dei minatori non era proprio l’intento di Walt Disney. Nella loro ricerca comunque i baldi studiosi hanno concluso che la maggior parte dei personaggi dei film Disney e analoghi appartengono alle classi alte della società mentre i poveri sono raramente rappresentati, e che gli appartenenti alle classi alte sono rappresentati come un valore positivo mentre quelli delle classi basse sono rappresentati come persone che godono della loro vita tanto che i ricchi sono tentati di abbassarsi al loro livello. In conclusione nei film della Disney le differenze sociali sono rappresentate come qualcosa di positivo e non di problematico. Diciamo che questi ricercatori hanno scoperto l’acqua calda perché appunto di storie fiabesche si tratta, ma soprattutto nella loro ricerca che ricorda un po’ quelle del ministero del propaganda sovietico, dimenticano che scopo delle fiabe è proprio quello di dare valore alla positività e alla bellezza della vita in ogni suo aspetto, per dare ai bambini una visione positiva e amorevole dell’esistenza e che ogni sogno è possibile. O è meglio togliere ai bambini ogni positività e speranza nella vita?

(Paolo Vites)



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