L’ISOLA DI LEVANZO / Dal mito di Ulisse alla realtà: è questa la famosa terra dei Ciclopi? (Voyager, 25 luglio 2016)

- La Redazione

L’isola di Levanzo, news di oggi, lunedì 25 luglio 2016. Voyager affronterà un viaggio nel trapanese, alla ricerca delle prove sull’esistenza dei Ciclopi, i temuti giganti dell’Odissea.

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Un particolare della Grotta del Genovese di Levanzo (Wikipedia)

Come mai l’isola di Levanzo è al centro della puntata di Voyager? Per capirlo facciamo un passo indietro. Nel panorama dei classici non può che trovare un posto d’onore l’Odissea di Omero, che oltre ad essere oggetto di studio nelle scuole, racchiude anche non pochi misteri. In un passo, il divino poeta scrive che durante la sua navigazione Ulisse “di molti uomini le città vide”, ma non si sa esattamente su quale suolo mise piede. Esistono però diverse teorie, alcune delle quali parlano della Sicilia e verranno affrontate nella puntata di questa sera di Voyager. Il mistero si infittisce se si pensa che una delle figure centrali dell’Odissea è il famoso gigante Polifemo, dell’isola dei Ciclopi, situata per molti studiosi e ricercatori alle pendici dell’Etna. I primi a parlarne furono Virgilio ed Euripide, ma non bisogna andare così lontano per trovare le mille teorie che ruotano attorno al mito. E’ questo l’aroma che si diffonde per esempio nell’aria di Levanzo, in particolare nelle Grotte del Genovese: un anfratto formato da cuniculi ed in cui sono presenti incisioni e dipinti di due epoche diverse. Secondo Girolama Sansone, come riporta La Repubblica, la tesi dello scrittore Simon Butler è la più corretta, ovvero le prime terre su cui si fonda gran parte della mitologia legata ad Ulisse sono proprio le isole della Sicilia. Al contrario di Butler, la Sansone individua però nell’isola di Levanzo la terra dei Ciclopi, grazie alle svariate testimonianze presenti nella Grotta del Genovese, oltre alla conformazione del sito stesso che si avvicina molto alla descrizione fatta da Omero sull’antro di Polifemo. Dalla poca luce per custodire il gregge all’ingresso che si poteva ostruire con un macigno e senza dimenticare che in uno dei dipinti ve n’è uno in cui due figure mitologiche danzano attorno ad un’altra antropomorfica di elevate dimensioni. Quest’ultima è rappresentata senza braccia, con una lunga barba e la testa a forma di cuneo, statuaria e rigida, come a stabilirne la potenza. Le figure attorno sono invece riprese in movimento, forse intente a celebrare un personaggio di rango elevato. In particolare una porta un copricapo che potrebbe richiamare un cavallo o un uccello. E’ questa la dimostrazione che nelle terre trapanesi dimoravano i temibili giganti? 



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