LUCA GUADAGNINO / Come sarà Suspiria? “Il mio non è un remake, è un omaggio all’emozione che ho provato”

- Annalisa Dorigo

Luca Guadagnino racconta in un’intervista a The Guardian le ragioni del suo prossimo progetto, una reinterpretazione del film Suspiria, di Dario Argento.

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Luca Guadagnino

Il successo di Luca Guadagnino prosegue negli Stati Uniti grazie al suo film Call me by your name (Chiamami col tuo nome) che ha ottenuto già ben sei nomination agli Spirit Award, conquistando anche due Gotham per film dell’anno e attore rivelazione a Timothée Chalamet. Buoni anche gli incassi che hanno permesso al film di entrare nella top 20 nelle sale di New York e Los Angeles nelle quali è stato proposto. Ma per il regista italiano, che in patria non ha ottenuto lo stesso interesse del pubblico, avrà inizio presto una nuova avventura, che sta trovando il parere contrastante della critica. Il suo prossimo lavoro sarà Suspiria, la reinterpretazione di uno dei maggiori successi di Dario Argento, tanto caro al Guadagnino teenager. Ma perché ha fatto questa scelta impopolare? È lui stesso a chiarirne il motivo in una recente intervista rilasciata a The Guardian: “Ogni film che realizzo mi fa compiere un passo all’interno dei miei sogni da teenager e Suspiria è il sogno megalomane più preciso che avrei potuto avere”.

Luca Guadagnino e il suo prossimo progetto

L’intervista di Luca Guadagnino a The Guardian prosegue con il suo desiderio di non creare un remake, quanto piuttosto una reinterpretazione: “Ho visto il poster quando avevo 11 anni e il film quando ne avevo 14, e mi ha colpito molto. Ho subito iniziato a sognare di realizzare la mia versione (…) In un certo senso mi fa sorridere quando sento le persone che dicono ‘Come osi fare un remake di Suspiria?’. Il mio non è un remake, è un omaggio all’emozione incredibile e potente che ho provato quando l’ho visto. Quanti Amleto che abbiamo visto nella nostra vita sono stati fantastici? L’arte umana non è sull’inventare l’originalità, ma sulla capacità di trovare un nuovo punto di vista”. Il regista, che è indicato in America come uno dei possibili candidati per il Premio Oscar, in Italia non ha ottenuto lo stesso successo. Lui stesso aveva ammesso qualche tempo fa in un’intervista a Repubblica: “Per l’Italia non esisto”.



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