AARON DUROGATI / In passato penalizzato dal parapendio (Che fuori tempo che fa, 19 marzo)

- La Redazione

Aaron Durogati, il noto parapendista italiano è tra gli ospiti di questa nuova puntata del programma condotto da Fabio Fazio sulle frequenze di Rai 3 (Che fuori tempo che fa, 19 marzo).

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Fabio Fazio

Nella puntata del talk Che fuori tempo che fa in onda questa sera, domenica 19 marzo, su Rai 3 per la conduzione di Fabio Fazio è ospite in studio il noto parapendista italiano Aaron Durogati recentemente confermatosi Campione del Mondo nella specialità del paragliding. L’atleta nato a Merano ha trionfato alla Super Final della World Cup 2016 che si disputata nel suggestivo scenario di Governador Valadares in Brasile. Non appena rientrato nella sua cittadina natale, il neo campione del Mondo ha rilasciato un’intervista al portale web Redbull.com esternando tutta la propria gioia per questo ennesimo successo in carriera: “Quando si vince è sempre bello. Riconfermarsi campione del mondo è il sogno di ogni atleta, perché vincere è difficile, ma farlo due volte lo è ancora di più”. Insomma per lui la riconferma suona come una consacrazione quale uno degli atleti più forti della storia di questo sport estremo decisamente intrigate e di grande fascino. Tra qualche ora ne sapremo di più dal diretto interessato dallo studio di Rai 3.

Il parapendista italiano Aaron Durogati riconfermatosi Campione del Mondo nella specialità del paragliding nel corso di un’intervista rilasciata per il portale web Redbull.com, ha raccontato la propria avventura e le emozioni provate nel raggiungere questo eccezionale traguardo: “Io ho disputato una sola tappa utile per ottenere il diritto di partecipare alla SuperFinal, quella in Italia di Gemona del Friuli, lo scorso giugno. In realtà avrei potuto non disputarla perché chi vince la Coppa del Mondo diventa una Legend e acquisisce ogni anno il diritto di partecipare direttamente alla SuperFinal. Ma io disputo ugualmente qualche tappa per tenermi allenato. Arrivavo da tre anni ove avevo fatto bene, ma ero stato penalizzato dal mezzo. Sapevo di avere capacità per vincere ma avevo un mezzo che non mi permetteva o che lo rendeva veramente molto difficile. In pratica le prestazioni della vela mi rendevano difficile competere ad alto livello. Nella coppa del mondo dello scorso anno, per esempio, sono arrivato sesto”.



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