La Regina di Palermo/ Recensione e anticipazioni terza puntata: Claudia e Rosy, brividi e lacrime

- Rossella Pastore

La Regina di Palermo è il titolo del best of di Squadra Antimafia tutto dedicato alla protagonista Rosy Abate. Di seguito recensione e anticipazioni della terza puntata.

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Giulia Michelini è Rosy Abate

LA “REGINA” IMPOSTORA

La protagonista di Squadra Antimafia è Rosalia “Rosy” Abate, meglio conosciuta come “Regina di Palermo” o “Madrina della Cupola”. Soprannomi altisonanti, che si riducono a banali nickname quando di mezzo c’è un personaggio dal così poco spessore. Per non parlare del contesto: altro che reami e architetture concentriche; quello su cui Rosy estende il suo dominio non è altro che un castello di carte, metafora di una struttura narrativa alquanto precaria. La serie non rende affatto giustizia alla meravigliosa Sicilia, e quello presente nel titolo è solo un abuso di luoghi… comuni. Non meno carenti i copioni, che si riducono a un semplice loop di “Che vulite da mmia?” e “Nenti sacciu”. “Cummannari non è travagghiu pe’ fimmine, giusto?”, direbbe allora la Abate, vagamente indispettita. No, Rosy, almeno non quando la “Regina” è un’impostora.

LE ANTICIPAZIONI DELLA TERZA PUNTATA

Oltre a essere tornata a immischiarsi in faccende di corruzione e malaffare, Rosy Abate si è innamorata di Ivan di Meo, un poliziotto infiltrato che ha una relazione con Claudia Mares. A seguito della scoperta, Rosy uccide Ivan e fugge a Bogotà. È proprio a Bogotà che conosce Vincent e dà alla luce Leonardo, così chiamato in onore del fratello maggiore Nardo. La storia non è destinata a durare: Rosy origlia una conversazione tra il compagno, il fratello Nelson e la sorella Blanca, che lo dissuadono dal portare avanti la relazione. La situazione si fa insostenibile: a seguito dell’ennesimo litigio, lui tenta di ucciderla. Rosy, alla fine, ha la meglio, ed è lei a finire Vincent. Nel contempo, la DEA e la DUOMO, capitanate dai poliziotti Robson, Mares e Calcaterra, irrompono in casa Truebla, ma Rosy è già fuggita. La donna torna in Sicilia passando per l’Africa, e a quel punto tesse una solida alleanza con il camorrista Vito Portanova. A fare da mediatore, Don Ruggero Geraci detto “U’ Puparo”, un vecchio amico della famiglia Abate.



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