Sbirri / Curiosità Raoul e cast del film con Bova e Alessandro Sperduti (oggi, 23 settembre 2017)

- Cinzia Costa

Sbirri, il film in onda su Rete 4 oggi, sabato 23 settembre 2017. Nel cast: Raoul Bova, Alessandro Sperduti e Massimiliano Vado, alla regia Roberto Burchielli. Il dettaglio della trama.

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il docufilm in seconda serata su Rete 4

CURIOSITA’ SULLA PRODUZIONE E IL PROTAGONISTA RAOUL BOVA

Una pellicola di genere documentario e drammatica che è stata affidata alla regia di Roberto Burchielli con la sceneggiatura di Duccio Camerini. La produzione del film è stata firmata dallo stesso protagonista Raoul Bova, Chiara Giordano, Mauro Parissone e Laura Guglielmetti, la distribuzione della pellicola in Italia è stata curata dall’azienda Medusa e la direzione della fotografia è stata curata da Luigi Martinucci mentre il montaggio è stato eseguito da Elvis Millesi e Alessandro paseri. Il film è stato prodotto in Italia nel 2009 con la durata pari a 104 minuti. A dare volto al protagonista del film è il conosciuto e apprezzato Raoul Bova, attore ed ex nuotatore italiano nato nell’agosto del 1971 a Roma. Molti i film da lui interpretati tra cui ricordiamo Piccolo grande amore, palermo Milano solo andata, La lupa, La piovra 7, è stato anche protagonista della famosissima miniserie Ultimo, Ultimo – La sfida e Ultimo – Occhio di falco. inoltre vanno ricordati Il testimone, Milano Palermo – Il ritorno, Scusa ma ti chiamo amore, Scusa ma ti voglio sposare e molti altri ancora.

NEL CAST RAOUL BOVA E ALESSANDRO SPERDUTI

Sbirri, il film in onda su Rete 4 oggi, sabato 23 settembre 2017 alle ore 23.15. Una pellicola di genere dcumentario che vede nei panni del protagonista Raoul Bova ed è stata realizzata nel 2009 grazie alla regia di Roberto Burchielli. Oltre a Bova, che di recente abbiamo visto entrare come Super Ospite nella Casa del Grande Fratello Vip 2017, il cast del drama è composto anche da Alessandro Sperduti, Massimiliano Vado e Luca Angeletti. Va considerato inoltre che la sceneggiatura è a cura di Duccio Camerini, mentre la fotografia è di Luigi Martinucci, direttore italiano che ha assunto lo stesso ruolo anche nel film americano Private, riuscendo a conquistare il Buenos Aires International Festival of Indipendent Cinema Award come Miglior Fotografia. L’idea di Burchielli di realizzare un docufilm incentrato sulle delicate operazioni di Polizia nasce da un altro lavoro del regista, il documentario del 2007 dal titolo Cocaina, l’allarme sociale, in cui è presente Angelo Langé. In quanto docufilm, Sbirri gode di una grossa fetta di realtà, tanto che il protagonista Raoul Bova ha dovuto prendere parte a reali operazioni di Polizia ed a veri arresti di membri della microcriminalità milanese. All’interno del cast sono presenti infatti pochi attori e moltissimi agenti della UOCD milanese, supervisionati da Angelo Langé. La pellicola è stata realizzata così in collaborazione con l’Antidroga e con l’Università di Milano e data la pericolosità delle operazioni, tutte reali, Bova ha dovuto agire sotto copertura. Ottimo l’incasso del lavoro di Burchielli, che durante la sua programmazione ha registrato oltre 1,7 milioni di euro. Ma vediamo la trama del film nel dettagglio.

SBIRRI, LA TRAMA DEL FILM

In Sbirri, Raoul Bova interpreterà il giornalista Matteo Gatti, devoto al suo lavoro e per questo distante dalla famiglia. Dovrà fare presto i conti con una tragedia quando un giorno verrà informato che il figlio Marco è morto a causa di un’overdose di ecstasy, motivo che lo spinge ad allontanarsi ancora di più dalla moglie, in quel momento incinta del loro secondo figlio. Il giornalista entrerà così a far parte della UOCD, l’Unità Operativa per la Criminalità Diffusa di Milano ostituita dall’Antidroga e di documentare il duro lavoro della squadra. Entrerà così a stretto contatto con una realtà che miete vittime fra giovani e giovanissimi e prenderà parte, seppur in modo indiretto, a numerosi inseguimenti, arresti ed appostamenti ad opera degli agenti. Convinto di voler catturare i responsabili della morte di Marco, non si fermerà fino a che non avrà scoperto che cosa sia successo realmente nella scena del crimine, una discoteca del capoluogo lombardo in cui potrebbero circolare ancora, indisturbati, gli spacciatori.

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