TIBERIO TIMPERI/ I guai con la giustizia finalmente saranno appianati? (S’è fatta notte)

- Francesca Pasquale

Tiberio Timperi ospite a S’è fatta notte. Nel talk il conduttore Rai si racconterà in una lunga intervista in cui parlerà dei suoi guai con la giustizia per la separazione dall’ex moglie.

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Tiberio Timperi

Stasera nuovo appuntamento con S’è fatta notte, programma televisivo condotto da Maurizio Costanzo su Rai 1 in seconda serata. Al noto bar ogni settimana sono ospiti alcuni volti noti dello spettacolo e della televisione. Questa sera ospite di Maurizio Costanzo è il giornalista e conduttore televisivo Tiberio Timperi. Per Timperi mentre la vita professione procede a gonfie vele con buoni risultati ottenuti dal suo programma del fine settimana, UnoMattina in famiglia, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la sua vita privata. Qualche settimana fa infatti il conduttore è stato rinviato a giudizio per diffamazione nei confronti dell’ex moglie Orsola Gazzaniga. I fatti risalgono al settembre 2010 quando Tiberio Tiberi decise di raccontare la difficoltà del suo legame con il figlio proprio dopo la separazione dall’ex consorte. A causa di questa lettera confessione ora il conduttore rischia una pena pecuniaria di mille euro nonché l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex moglie accusata di ostacolare il rapporto padre-figlio.

TIBERIO TIMPERI, IL 25 GENNAIO LA SENTENZA

Le dichiarazioni fatte da Tiberio Timperi hanno comportato il rinvio a giudizio del conduttore con sentenza che sarà emessa il prossimo 25 gennaio. Nello specifico si trattò di un lungo sfogo contro un sistema giudiziario che tende a favorire quasi sempre la madre affidataria che può quindi ostacolare il rapporto del padre con il figlio. Il giornalista racconta di essere stato costretto anche a chiamare i carabinieri per riuscire a vedere il figlio dopo essere stato per ore davanti alla porta di casa della Gazzaniga. Queste le parole di Tiberio Timperi: “Noi padri separati chiediamo giustizia. Sono un bravo papà, mi hanno tratto come fossi un criminale. La mia colpa? Quella di essere un affidatario in seconda, in un paese matriarcale dove la legge continua a essere più uguale per le mamme. Io non posso vedere liberamente mio figlio, nonostante questo sia esplicitamente previsto nel provvedimento del tribunale. Non riesco a parlarci per telefono. La madre non risponde ai carabinieri né ai miei telegrammi: anche il suo avvocato non risponde ai fax del mio. Questo si chiama sottrazione di minore, minore che può essere manipolato da una madre malevola”. Il difensore di Tiberio Timperi, l’avvocato Caterina Malavenda, ha però ricordato nella sua arringa difensiva come il giornalista fu destinatario di una serie di denunce della Gazzaniga che sono state tutte archiviate.



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