Dakota Johnson/ “Io e Luca Guadagnino siamo famiglia. Non riuscivo a recitare in Italia, ma lui…”

- Silvana Palazzo

Dakota Johnson: “Io e Luca Guadagnino siamo famiglia. Non riuscivo a recitare in Italia, ma lui…”. L’attrice presente Suspiria

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Dakota Johnson in Suspiria (2018)

Dall’eros delle 50 sfumature all’horror di Suspiria, così è virata la carriera di Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith e Don Johnson. Per l’attrice è il secondo film con Luca Guadagnino, dopo A Bigger Splash. Ma non è stato facile per lei capire subito il regista. «Ricordo che silenziosamente mi chiedevo: “Ma tu chi sei?”, non riuscivo proprio a inquadrarlo», ha raccontato nell’intervista a Io Donna del Corriere della Sera. Guadagnino l’aveva convocata a Crema, a casa sua, poi l’ha invitata a Pantelleria. Il resto è storia. «Mi sentivo fragilissima, come se fossi in vacanza, non riuscivo a concentrarmi, volevo scappare, ero terrorizzata, non volevo sprecare il tempo di tutte quelle persone, ma Luca e Tilda mi convinsero a restare. Hanno fatto bene». In quel momento è scattato qualcosa e sono diventati amici: «Dal momento che ho iniziato a lavorare con lui ho capito con chiarezza che vorrò farlo per sempre. E so che per lui è la stessa cosa. Ora siamo famiglia». Proprio sull’isola Luca Guadagnino e Dakota Johnson hanno cominciato a parlare di Suspiria.

DAKOTA JOHNSON, DA 50 SFUMATURE A SUSPIRIA

Per Dakota Johnson il film Suspiria, in Italia dal 1° gennaio, parla dell’incredibile potere femminile. «Quando le donne si liberano di questa idea datata che devono per forza entrare in competizione, tutto è possibile», ha dichiarato l’attrice nell’intervista a Io Donna del Corriere della Sera. Lei stessa ammette che passare a Suspiria dal set di 50 sfumature è una «transizione difficile». Poi ha spiegato cosa si aspettava dalla trilogia: «Tutti sapevamo quello che sarebbe successo. Non ci aspettavamo il plauso della critica, anche se il primo film è altra cosa rispetto ai due che sono seguiti». Per Suspiria sono invece arrivate critiche polarizzate, proprio come si aspettava. «E io trovo che sia fantastico. L’arte deve provocare. Deve farci pensare. Non deve cercare l’unanime consenso». Parlando dei suoi idoli ha citati anche Sophia Loren, che la nonna Tippi Hedren adora dopo aver girato un film con lei, La contessa di Hong Kong. A tal proposito ha parlato della sua passione per il cinema: «Amo i film, amo la gente che li fa, adoro la loro passione, i loro cervelli incredibili. Adoro stare sul set, la cura dei dettagli del lavoro che si fa sul set. E amo vedere i film sul grande schermo. Andrei di più al cinema se avessi tempo».



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