LUCA ZINGARETTI/ “Salvo è cambiato” (Il Commissario Montalbano)

- Francesca Pasquale

Luca Zingaretti nuovamente protagonista in tv con il Commissario Montalbano. A venti anni dal debutto due nuove appassionanti storie della fiction nata dalla penna di Andrea Camilleri.

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Il commissario Montalbano (foto da Lapresse)

Luca Zingaretti, in una lunga intervista, rilasciata al portale della Rai, ricorda che sono passati quasi vent’anni dalla prima messa in onda de Il Commissario Montalbano. Sono stati prodotti 32 episodi confermando quasi interamente il cast tecnico e artistico di una delle punte di diamante della fiction targata Rai: “Quando ho iniziato a fare Salvo Montalbano avevo 36 anni, adesso ce ne ho qualcuno in più. In questi anni lui è cambiato perché a cambiare è stato il personaggio letterario di Camilleri. Un autore che, come tutti i giallisti di razza, ci racconta degli episodi, ma ci racconta anche il paese in cui questi episodi avvengono. Il nostro paese in tutti questi anni è cambiato, i problemi sono cambiati, forse sono aumentati, forse sono diminuiti, ma diciamo che il personaggio, oltre ad invecchiare dal punto di vista anagrafico, si trova anche a dover fare i conti con la società che cambia profondamente. E anche con l’essere umano che è cambiato proprio dal punto di vista antropologico”. L’attore è molto orgoglioso della riuscita dei due nuovi episodi, in onda, stasera, ed il prossimo lunedì: “Mi sono molto sorpreso perché quest’anno credo che i due episodi ci siano riusciti molto bene: c’è il giusto mix di drammaticità, di comicità e di commedia” (Aggiornamento Sebastiano Cascone)

NON LASCIO IL COMMISSARIO MONTALBANO

Ancora una volta Luca Zingaretti torna a vestire i panni del Commissario Montalbano, a tuffarsi nelle acque cristalline della Sicilia e a sorseggiare un caffè sulla terrazza a Punta Secca. Tra le novità della dodicesima stagione anche il matrimonio (realtà o sogno?) con Livia, la storica fidanzata di Salvo: “Mai avrei pensato di girare una scena di questo tipo in una serie come Montalbano. Mai dire mai, anche se non tutto quello che si vedrà potrebbe essere vero…”, ha detto Zingaretti a Vanity Fair. Sono quasi 20 anni che l’attore romano interpreta il commissario di Vigàta, è forse arrivato il momento di lasciare? “Qualcuno lo può pensare, ma me ne frego. Finché continuano gli applausi non ci penso proprio, in questi 18 anni i consensi sono cresciuti e Montalbano ha conquistato paesi impensabili, come l’Inghilterra e l’Australia. E poi questa avventura sta diventando un’esperienza umana in cui raccontiamo l’evoluzione di un personaggio e (del paese), in contemporanea con il suo scrittore. E quando mi ricapita?”, ha risposto Zingaretti al settimanale. (agg. Elisa Porcelluzzi)

ALL’INIZIO ERO PIÙ GIOVANE MA MENO FELICE 

Luca Zingaretti, attore dall’indiscusso talento, divenuto popolare grazie al Commissario Montalbano, torna in televisione con due nuovi episodi da non perdere della fiction nata dalla penna di Andrea Camilleri. Sono trascorsi ben venti anni dal debutto del primo episodio del Commissario Montalbano, ora tutto è affrontato con maggiore maturità e consapevolezza anche se Luca Zingaretti ricorda con orgoglio questo lungo e soddisfacente passato: “Vent’anni fa? Ero meno felice e un po’ più giovane. Iniziava una bellissima avventura su Raidue con un prodotto “poco televisivo”.

Ritmo di narrazione alto, un tentativo che viaggiava sull’onda dei vecchi sceneggiati. Fu un successo sempre crescente fino al trasferimento su Raiuno. Io dico sempre che il 24% di share non si nega a nessuno: difficile è ripeterlo, sempre. Pure all’estero. La mia volontà di essere in questo ruolo deriva dal piacere e dalla spregiudicatezza. Oltre alla fortuna di lavorare in un fantastico gruppo di lavoro. Consideri che io non ero nessuno e per Montalbano c’erano attori ben più conosciuti di me. È stato il produttore a volermi dopo tanti provini e a difendere la sua scelta”.

LUCA ZINGARETTI: “OLTRE MONTALBANO SOGNO UNA MIA REGIA AL CINEMA”

Nella stessa intervista Luca Zingaretti ammette di aver detto no a Montalbano nel 2006 per una questione di strategia: “Dissi di no a Montalbano nel 2006 per una questione di strategia. Meglio uscire tra gli applausi, mi dicevo, meglio 5 minuti prima che 5 dopo. Sbagliavo. Ho sentito la sua mancanza e me ne sono fregato delle strategie, proprio come avrebbe fatto Salvo. Così ho avuto il privilegio di seguire un archetipo, nel suo arco letterario completo”. Sostiene inoltre di voler lavorare un po’ meno per godersi la famiglia ma allo stesso tempo ha in mente tutta una serie di nuovi progetti: “Ho tre film in uscita, un grande produzione televisiva e penso a una regia al cinema. Ma prima devo trovare qualcosa che mi riempia, provare l’esigenza di raccontare una storia. Con la maturità senti che il solo ruolo d’attore ti sta stretto e vuoi proporre al pubblico un’emozione. Non è solo un’esigenza narcisistica”.

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