Altomonte, Calabria/ Il paese decantato da Plinio per i suoi vini Balbini (Il Borgo dei Borghi 2018)

- Elisa Porcelluzzi

Altomonte, in provincia di Cosenza, è uno dei comuni finalisti del concorso “Il borgo dei borghi 2018”, lanciato dal programma “Kilimangiaro”.

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Altomonte (Wikipedia)

Altomonte in Calabria

Altomonte, in provincia di Cosenza, è una delle località finaliste del concorso “Il borgo dei borghi 2018”, lanciato da “Kilimangiaro”. Altomonte si trova tra il mar Ionio, il Tirreno e la Sila. Le prime notizie di Altomonte risalgono all’epoca romana e consentono a questa meravigliosa località calabra di avere nel proprio Dna una lunga storia da raccontare. Inoltre, Altomonte si trova su un promontorio a picco sul mare che regala ai visitatori la possibilità di godere di panorami mozzafiato. Pianura, montagna e mare ad Altomonte si fondono per creare un unicum ideale sia per trascorrere una vacanza estiva all’insegna del mare e del relax che per dedicarsi a qualche rilassante passeggiata. Ad Altomonte le attrazioni non mancano come il bellissimo Teatro all’aperto, che rievoca magicamente l’archetipo scenico del teatro greco ed è posizionata nel cuore del centro storico, in cui ogni anno vengono organizzate moltissime manifestazioni di rilievo internazionale. Degne di nota sono, poi, le chiese presenti nel borgo tra cui, ad esempio, quella di Santa Maria della Consolazione. 

Altomonte nella storia

Da visitare è anche il complesso monastico di San Francesco di Paola che si trova nella parte più bassa di Altomonte e in cui è presente anche la sede del Comune, considerato uno dei più belli d’Italia sotto il profilo esclusivamente architettonico. In ultimo, è bene precisare che Altomonte è una località imperdibile anche dal punto di vista strettamente naturalistico. Sono numerose, infatti, le aree boschive in cui si ha l’opportunità di fare qualche passeggiata nel Parco comunale del Farneto. Nel territorio d Altomonte si coltivano colture di vario tipo, come come grano, orzo, legumi e ortaggi, agrumi e frutteti. Spazio anche a uliveti e vigneti autoctoni che producono i vini Balbini, decantati da Plinio il Vecchio  nella sua “Naturalis Historia: “Vinum Balbinum generosum, o ad modum auster”. Tra le attività più tradizionali  la lavorazione delle terracotte. Il borgo si chiamò dapprima Brahall, poi Bragalla, Antifluvius fino al 1343 e infine Altomonte, per volere della regina Giovanna II di Napoli. Il comune fu un feudo prima della potente famiglia dei Sangineto e poi del casato Sanseverino. Ricordiamo che la finale del “Borgo dei borghi 2018” andrà in onda domenica 1° aprile alle 21.25 su Rai 3.



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