Luciano De Crescenzo/ “Una prostituta mi ha salvato dalla solitudine”

- Camilla Rosa Alice Catalano

Luciano De Crescenzo ad agosto compirà 90 anni. Oggi ricorda il suo passato: il divorzio da Gilda, la figlia Paola, l’idea del suicidio, l’aiuto di una prostituta e gli amici creativi

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Luciano De Crescenzo (Wikipedia)

Regista, scrittore e ingegnere. Ad agosto Luciano De Crescenzo compirà novant’anni, ma a Diva e Donna scherza, “chi ha il senso dell’ironia ha il diritto a uno sconto del 30% sull’età. Potendo io usufruire dello sconto, direi che ho circa 63, al massimo 64 anni, non di più”. La nostalgia per il passato è molta e racconta di come prima si fosse molto più allegri, “magari avevamo poche lire in tasca, niente auto, niente motorino e niente cellulare. A ripensarci, nemmeno il periodo della guerra è stato così male”. Il più grande dolore ricevuto è stato l’addio del suo grande amore, Gilda, da cui ha divorziato dopo quattro anni, “quando ci siamo sposati Gilda aveva 21 anni e io 33”. Il matrimonio finito male hanno portato De Crescenzo al pensiero di uccidersi, ma il pensiero di privarsi di un dono così grande lo ha fatto riflettere: “Pensavo di uccidermi con il gas. Poi, mentre salivo le scale di casa mi resi conto che non ne sarei mai stato capace, e me ne convinsi quando provai a scrivere la lettera di addio a mia figlia Paola, così decisi di farmi forza e andare avanti”.

IL DIVORZIO E LA FIGLIA PAOLA

Dopo il pensiero di suicidarsi, Luciano De Crescenzo passò molto tempo da solo. La figlia Paola aveva 3 anni quando si separò da Gilda e lo scrittore poteva vederla solamente nei week-end e durante le vacanze, “non ricordo un giorno, da quando io e Gilda ci siamo lasciati, che non abbia trovato anche pochi minuti per chiamare al telefono mi a figlia”. Un’altra donna aiutò molto De Crescenzo, una prostituta che non gli offriva il suo corpo, ma consigli: “Quando passeggiavo con la mia famiglia, mi vedeva spesso passare. Mi salvò dalla solitudine. Le nostre uscite erano come una seduta dallo psicoanalista. La maestrina mi ascoltava e mi offriva consigli per affrontare il divorzio, ma non mi compatì mai”. Tutti i suoi ricordi vengono ripresi nel suo libro “Sono stato fortunato” dove parla del passato e di amicizie importanti come quella con Renzo Arbore: “Due creatori quando sono in contatto non si sommano, ma si moltiplicano. Senza tali amici non sarei ciò che sono”.



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