LA FAVORITA/ A Venezia la consacrazione di Lanthimos che si prenota per gli Oscar

- Carmine Massimo Balsamo

La Favorita di Yorgos Lanthimos era molto atteso al Festival di Venezia 2018: è la consacrazione del regista con un cast straordinario, spiega CARMINE MASSIMO BALSAMO

Bafta 2019
The Favourite di Yorgos Lanthimos

Tra i film più attesi dell’intero Festival di Venezia 2018, The Favourite di Yorgos Lanthimos va ben oltre ogni più rosea aspettativa: il regista greco si candida prepotentemente alla vittoria del Leone d’Oro (clicca qui per scoprire i 21 film in concorso), ma, soprattutto, ipoteca numerosi riconoscimenti agli Oscar 2019. Reduce dal più che ottimo Il sacrificio del cervo sacro, Lanthimos ha dimostrato per l’ennesima volta di essere uno degli autori migliori degli ultimi anni: La Favorita è una pellicola priva di difetti, che coniuga diversi generi e che permette allo spettatore di trascorrere 120’ tutti d’un fiato.

Sceneggiato da Deborah Davis e Tony McNamara, il film è ambientato nel XVIII secolo: l’Inghilterra è in guerra con la Francia, ma nonostante ciò la regina Anna (Olivia Colman) sembra preferire i ricchi banchetti e il divertimento sfrenato. A occuparsi del regno è la sua amica-collaboratrice Lady Sarah (Rachel Weisz), pronta a prendersi cura di lei, cagionevole di salute e volubile di carattere. Tutto cambia con l’arrivo a corte della nuova cameriera Abigail Masham (Emma Stone), parente di Sarah e pronta a tutto per riscattarsi da un passato feroce. Dopo essere entrata tra le grazie di Sarah, Abigail è pronta a sfruttare la sua assenza dalla vita della regina Anna, prendendo il suo posto come compagna. Una amicizia che permetterà alla bella e determinata Abigail di realizzare le sue ambizioni, senza preoccuparsi dell’etica per raggiungere i suoi obiettivi…

La storia ruota attorno alle tre protagonista femminili: la debolezza e la fragilità della regina Anna, la durezza e la determinazione di Sarah e la voglia di riscatto di Abigail. E Lanthimos opta per un percorso ben preciso: nessuno è buono, nessuno è cattivo, ognuna ha le sue particolarità legate al passato e alla storia personale. Una strada non facile per Lanthimos, alle prese con tre personaggi reali, con la guerra che imperversa che viene vissuta dallo spettatore attraverso le strategie di Lady Churchill o il buon cuore della regina. E, come dicevamo, non manca niente: c’è la commedia, c’è il dramma, c’è il sesso, c’è il sentimento, c’è la danza (spassosissima).

Lanthimos non si snatura e decide di continuare sulla strada del surrealismo, questa volta in costume (semplicemente straordinarie le scelte di Sandy Powell). E la scelta è vincente: la fotografia di Robbie Ryan illumina e offusca, mentre il montaggio di Yorgos Mvropsaridis riesce a dare quel tocco caratterizzante che rende l’opera di Lanthimos originale da ogni punto di vista. E, ovviamente, il cast ricco di star non delude le attese: Olivia Colman è straordinaria nell’interpretare una donna particolare, che cerca amore e che continua a lottare con i fantasmi del passato. Rachel Weisz, in una delle sue migliori performance, veste alla perfezione i panni dell’amica-stratega, mentre Emma Stone si conferma una delle migliori attrici degli ultimi trent’anni: arrampicatrice sociale, vittima e carnefice.

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