Silvia Caramazza/ Uccisa e nascosta nel freezer dal compagno Giulio Caria (Il Terzo Indizio)

- Morgan K. Barraco

Questa sera, venerdì 31 agosto, Il terzo indizi racconta la tragedia di Silvia Caramazza, la commercialista bolognese di 39 anni uccisa a dal compagno Giulio Caria.

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Silvia Caramazza

Quando il corpo di Silvia Caramazza verrà ritrovato nel suo appartamento, nascosto in un congelatore e avvolto in un sacco nero, i sospetti sul compagno Giulio Caria diventeranno sempre più forti. Ad alimentare i dubbi degli inquirenti sull’allora 34enne di Berchidda, in provincia di Sassari, non saranno solo i suoi tentativi di depistare le indagini e la simulazione che Silvia sia ancora viva. Un ruolo cruciale verrà svolto dalle amiche e dalle cugine della vittima, che prima del 27 giugno del 2013 informeranno le autorità degli strani sms ricevuti da Silvia. Fin troppo strani agli occhi di chi la conosceva, per via dei numerosi, fin troppi, errori grammaticali. Il caso di Silvia Caramazza verrà affrontato nella puntata de Il Terzo Indizio che andrà in onda su Retet 4 questa sera, venerdì 31 agosto 2018. La ricostruzione verrà avviata solo dopo l’intervento in studio di Claudia Rocchini, brillante  fotogiornalista e cara amica della vittima. Ultima a vederla ancora viva, racconterà il suo dolore che vive ancora oggi e che la spinge a chiedere con forza che non vengano concesso il rito abbreviato a chi è accusato di omicidio. Un procedimento che ha permesso a Giulio Caria, condannato in via definitiva, di non ottenere l’ergastolo e la pena ridotta di 30 anni di detenzione. “Una battaglia di civiltà“, sottolinea la Rocchini in un suo post a corredo della petizione che ha voluto lanciare in nome di tutte le vittime di femminicidio. “Non ci può essere alcun sconto di pena a priori, per chi ammazza e stupra“, aggiunge subito dopo.

Il rapporto con Giulio e l’omicidio

Saranno sette i fendenti che termineranno la vita di Silvia Caramazza, una giovane ragazza di Bologna che verrà ritrovata in un freezer diversi giorni dopo la denuncia della sua scomparsa. Sette colpi che hanno dimostrato al gp Gianluca Petragnani Gelosi come Giulio Caria sia “un predatore che isola la preda“. L’imbianchino e la vittima vivono infatti una relazione tormentata da tempo, tanto che Giulia viene controllata in ogni sua mossa. Dall’abbraccio ad un amico agli sms, non c’è aspetto della sua vita che non venga passato al setaccio da quel compagno così geloso e ossessivo di perderla. Secondo quanto stabiliranno in seguito al delitto gli inquirenti, Caria farà di tutto per assicurarsi che nessuno si avvicini alla ragazza, sia amici che parenti, al solo scopo  di manipolarla e sfruttarla anche dal punto di vista economico. In particolare il riferimento è ad alcuni lavori in casa che Caria ha iniziato con la scusa di una ristrutturazione e che in realtà non ha mai portato a termine. “Come il predatore che, prima di colpire, isola la sua preda“, sottolinea il pm nella sua arringa durante la condanna di Caria, sottolinea La Repubblica, quest’ultimo cercherà ogni strada per assicurarsi che non si allontani. Quando inizierà ad intuire di averla persa, complice la vacanza di qualche giorno che Silvia farà a casa dell’amica Claudia Rocchini, si assicurerà che ritorni presto da lui. Telefonate, sms, minacce. Caria non si fermerà di fronte a nulla. Per poterla colpire duramente arriverà persino a simulare una fuga di gas a casa della fotogiornalista Rocchini, per assicurarsi di continuare a far vivere la compagna nel terrore. Silvia tuttavia ritornerà a casa dopo qualche giorno e non darà più notizie di sé. Secondo la ricostruzione, quel compagno violento l’avrebbe uccisa il giorno stesso del suo ritorno, in seguito ad una violenta lite. Poi avrebbe acquistato un pozzo congelatore per occultarne il corpo, sostituito il materasso  intriso di sangue ed infine preleverà i suoi soldi dal bancomat sia per fingere che sia ancora via sia per cambiare città.



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