Bruno Vespa/ “Attacchi per interviste a Casamonica e Riina? Professionalmente le rivendico” (Vita in Diretta)

- Silvana Palazzo

Bruno Vespa a La Vita in Diretta: “Attacchi per interviste a Casamonica e Riina? Professionalmente le rivendico”. E poi lancia un appello a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini…

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Bruno Vespa a La Vita in Diretta

Possono cambiare i protagonisti della politica, ma a dominare la scena a Raiuno è sempre Bruno Vespa che stasera torna per il 24esimo anno di fila con “Porta a porta”, il talk politico per eccellenza considerato la “Terza Camera”. In attesa della prima puntata, il giornalista è intervenuto a La Vita in Diretta ripercorrendo anche gli inizi della sua carriera. «Mi sembrava di sognare. Qui c’era il grande spettacolo e io ero un ragazzino di provincia. Mi sembrava impossibile farcela», ha detto a proposito del suo arrivo in Rai. E a proposito della tv di Stato lancia un appello in merito alle nomine: «Berlusconi e Salvini, mettetevi d’accordo subito per darci un presidente». Proprio il leader della Lega sarà ospite stasera. «Domani ci sarà Toninelli, e ovviamente avremo il plastico del ponte, oltre a un collaboratore di Morandi», ha anticipato Bruno Vespa, che non si è sbilanciato sul politico più antipatico che ha avuto ospite. «Non si giudicano mai i propri ospiti in pubblico».

BRUNO VESPA A LA VITA IN DIRETTA: TORNA PORTA A PORTA

“Porta a porta” sarà anche la Terza Camera italiana, ma ha attirato su di sé diverse critiche, soprattutto per alcune interviste “scomode”. «Professionalmente le rivendico», ha spiegato con orgoglio Bruno Vespa a La Vita in Diretta. Il riferimento è all’intervista alla figlia e al nipote di Vittorio Casamonica, che attirò sul programma attacchi feroci. Come quello de L’Espresso: “Vespa, Casamonica e la tv della vergogna”. «Dissero che così ho protetto i Casamonica, ma il mio obiettivo era un altro. Volevo che la gente toccasse con mano quella realtà». Altre critiche piovvero quando intervistò il figlio di Totò Riina a Porta a porta: «Con quell’intervista si capì come mai un bandito poté girare indisturbato a Palermo». Nessun pentimento, dunque, per Bruno Vespa che a Raiuno ha ringraziato anzi la sua squadra per il lavoro svolto in tutti questi anni. «L’11 settembre 2001 non dovevamo andare in onda, così quando ci fu il terremoto a L’Aquila e in altre occasioni… Preparammo le puntate in poco tempo e questo può accadere solo se si ha una buona squadra».



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