ELENA SANTARELLI E LA MALATTIA DEL FIGLIO/ Lite social: “Avete visto foto senza capelli o durante la chemio?”

- Silvana Palazzo

Elena Santarelli piange a Italia Sì per la malattia del figlio: “Vedevo tutto nero, poi al Bambin Gesù…”. Le ultime notizie sulla showgirl e la battaglia che combatte al fianco di Giacomo

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Elena Santarelli e Alessia Marcuzzi in ospedale (Foto: da Instagram)

Elena Santarelli continua ad affrontare la malattia del figlioletto Giacomo con coraggio. La showgirl ha testimoniato la battaglia che la sua famiglia sta combattendo sempre con garbo e tatto, come dimostra anche l’intervento a Italia Sì che vi abbiamo raccontato nelle scorse ore. Negli ultimi giorni la moglie di Bernardo Corradi ha deciso di ringraziare con un post su Instagram due delle dottoresse del Bambino Gesù, l’ospedale dove il figlio è in cura. Alcuni commenti l’avrebbero però fatta arrabbiare. «Il mondo dell’ospedale non è il mondo dello spettacolo, è un mondo umile e se vuoi ringraziare i medici, che non fanno altro che il loro lavoro, seguendo la loro vocazione, non c’è bisogno di renderlo pubblico», ha scritto una follower. Non è tardata ad arrivare la sua replica: «Invece serve. Hai visto foto di mio figlio senza capelli? Hai visto foto di mio figlio mentre fa la chemio? Hai mai visto una foto in cui piango e cerco di fare pena alla gente?…Io porto il sorriso perché è il mio più bel vestito». E a chi l’ha criticata spiegando che i personaggi famosi vengono trattati con maggiore riguardo, Elena Santarelli ha risposto: «Mi sale un nervoso e non dovrei… Sempre con questa storia del vip e del povero comune mortale. In quel reparto siamo mamma Elena e papà Bernardo, come tutti gli altri. Siamo tutti uguali. Non do loro la mancia a fine giornata. Sono carine con tutti i bambini e i loro genitori». (agg. di Silvana Palazzo)

ELENA SANTARELLI PIANGE A ITALIA SÌ PER LA MALATTIA DEL FIGLIO

Il caso del dottor Adriano Carotti è arrivato a Italia Sì, il programma di Marco Liorni. Duecento famiglie dell’associazione Cuori Coraggiosi hanno manifestato fuori dall’ospedale Bambin Gesù perché da luglio è stato sostituito ai vertici del reparto di cardiochirurgia. Il direttore generale Ruggero Parrotto ha spiegato ai microfoni della trasmissione la decisione della struttura ospedaliera: «Comprendiamo le preoccupazioni dei genitori, ma le nostre scelte puntano alla migliore qualità possibile. Devono essere certi che questa è la cosa migliore possibile». Parrotto ha poi paragonato il medico a Francesco Totti: «Quando Spalletti decise di cambiargli ruolo ci spaventammo, ma da allora segnò più gol. Noi ci aspettiamo lo stesso da Carotti, cioè che salvi più vite». Il racconto dei genitori, che hanno testimoniato le qualità del dottor Carotti, ha commosso Elena Santarelli, che ha vissuto le stesse paure per suo figlio Giacomo. Ma poi ha confermato l’eccellenza della struttura ospedaliera.

“VEDEVO TUTTO NERO, POI AL BAMBIN GESÙ…”

«Mi sono emozionata, perché tra le tante realtà del Bambino Gesù ce n’è una che conosco bene, ma questo non vuol dire che la mia battaglia sia più difficile. Lì c’è un esercito di genitori che combatte», ha raccontato Elena Santarelli a Italia Sì. La showgirl ha spiegato di aver conosciuto le mamme intervenute in studio per capire le ragioni della loro protesta. «Farei lo stesso per la nostra dottoressa. Quando sono arrivata al Bambino Gesù ho ricevuto un abbraccio e mi ha trasmesso positività nonostante il nero che vedevo davanti». Elena Santarelli ha rivelato che proprio questo gesto della dottoressa Angela Mastronuzzi l’ha convinta a non recarsi a Londra per un altro consulto: «Ho deciso di rimanere anziché andare all’estero. Mi incatenerei anche io per lei». Se da una parte comprende la rabbia dei genitori e l’importanza del potere decisionale di un medico, dall’altra capisce anche che ci sono altre ragioni spesso ignote alle famiglie. «A volte noi genitori non riusciamo a capire le scelte dell’ospedale, non possiamo entrare nella parte amministrativa e scientifica. Sicuramente c’è una spiegazione che si può non condividere, ma io posso testimoniare l’eccellenza di questo ospedale».



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